Mori Colli Zugna, spariti duemila ettolitri di vino
Alta tensione all’assemblea dei soci, il direttore Tranquillini respinge le accuse Rifiuta un accordo con lauta buonuscita, non si dimette e annuncia battaglia
MORI . Alta tensione all'assemblea informativa della Cantina Mori Colli Zugna richiesta da vari soci per provare a capire qualcosa sul caso del direttore Luciano Tranquillini, con cui il Consiglio di amministrazione è entrato in rotta di collisione terminale senza spiegare di preciso il perché. E il perché non si è capito nemmeno per una buona fetta dell'assemblea, tenutasi a porte chiuse, con accesso non consentito alla stampa ed "espulsione" plateale del consigliere provinciale Claudio Civettini, che ora si lamenta per lo "schiaffo istituzionale" e parla anche di allontanamento di soci senza delega timbrata: solo a serata inoltrata, dopo le rimostranze anche rabbiose di alcuni dei presenti che chiedevano le dimissioni del Consiglio, è emerso che il nodo sarebbe costituito dalla "sparizione" di poco più di duemila ettolitri di prodotto (si è parlato di 2.172), un disallineamento di circa l'1,5% sul totale, quindi relativamente di poco conto (per quanto di un certo valore economico), che il Cda sembrerebbe voler imputare al direttore, non è chiaro se con conseguenze penali, solo civili oppure solo disciplinari o fiduciarie. Da parte sua Tranquillini, presente in quanto socio, si è difeso, ha fatto capire di essere intenzionato a dare battaglia e ha detto di aver rifiutato un accordo che a quanto pare avrebbe implicato il suo uscire di scena silenzioso in cambio di un certo ammontare di denaro. La nota ufficiale post-assemblea della Cantina non contribuisce a fare chiarezza e parla di «soci rassicurati sull'organizzazione interna e sugli obiettivi» e di «buone prospettive di bilancio». Il presidente Paolo Saiani sottolinea in primo luogo la foltissima partecipazione, «segno di una cooperativa viva e sentita da ogni singolo aderente». Secondo Saiani «il Consiglio d'amministrazione ha fornito tutte le risposte ai soci in merito alle questioni organizzative interne e sui progetti futuri della Cantina, ribadendo gli obiettivi prefissati già da tempo e ormai consolidati. Prima vengono i soci, poi il Cda, il direttore e i dipendenti». Quanto al periodo di ferie concordate con Tranquillini, nella nota si fa presente che «il Cda ha evidenziato, a beneficio dei soci, che sono emerse gravi carenze organizzative in merito alle quali il Consiglio d'amministrazione ha preso le opportune e doverose misure per garantire la stabilità dell'azienda. Si tratta di atti dovuti e il cui iter è ancora in corso». Nota positiva, secondo i vertici della Cantina, è data dal fatto che, pur non potendo fornire cifre precise, si può già dire che il prossimo bilancio si preannuncia come positivo: «Anche in questo caso, la procedura è in corso e si dovrà attendere per poter comunicare i dettagli». Da parte sua Civettini ha prontamente interrogato la Giunta Rossi sulla «incredibile situazione venutasi a creare per scaricare sul direttore responsabilità inesistenti e semmai pienamente condivise sui lievi e fisiologici disallineamenti del prodotto».
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