Tonini “boccia” Dellai: «Non servono nuovi partiti»
Il senatore democratico: «Rispetto ogni idea, ma non è questa la strada. C’è bisogno di unire». Le politiche 2013? «Lorenzo può avere un ruolo nel Pd, per intercettare il voto moderato»
TRENTO. «Rispetto tutte le opinioni, ma non è questa la strada. In Italia non c'è bisogno di nuovi partiti, c'è bisogno di far funzionare bene quelli che ci sono. Dellai? Può avere un grande ruolo nel Pd». Il senatore Giorgio Tonini, esponente di punta dei Democratici, boccia senza mezzi termini il progetto a cui sta lavorando Lorenzo Dellai, un nuovo movimento transregionale del Nord che, dalla val d’Aosta al Friuli, possa giocare un ruolo nazionale già alle prossime politiche.
Una prospettiva che non convince Tonini: «Io sono per unire, servono due grandi partiti che facciano da pilastro della democrazia, perché è nei grandi partiti che c'è la massa critica che consente di governare un Paese. I piccoli non hanno mai fatto il bene della democrazia». Sul fatto che il nuovo movimento possa rappresentare una casa per chi oggi non crede più ai partiti tradizionali, il senatore è netto: «Abbiamo fatto talmente tanta fatica a unire, non vedo il motivo di dividere. La crisi dei partiti deriva in gran parte dalla cattiva prova dei governi che in questi anni non hanno saputo affrontare i veri problemi del Paese. La risposta non possono essere coalizioni di tanti piccoli partiti, le abbiamo già sperimentate e non hanno fatto un gran bene. La stessa crisi della Lega dimostra che non basta definirsi territoriali per avere un ruolo positivo». E sull’ambizione del nuovo soggetto di mettere al centro la questione settentrionale, Tonini è lapidario: «C'è anche chi vuole mettere al centro il Sud, poi c'è Nord e Nord. No, bisogna che anche sui temi del Nord i grandi partiti siano in grado di mettere in campo politiche serie». Il senatore ricorda poi la variabile della legge elettorale: «La riforma a cui si sta lavorando prevede un impianto proporzionale alla tedesca con soglie di accesso piuttosto alte proprio per evitare la frammentazione. Anche da questo punto di vista non c'è molto spazio per nuovi piccoli partiti».
Se boccia il progetto dellaiano, Tonini tende però la mano al governatore in vista del 2013: «Non so cosa accadrà e quale sarà la coalizione. Ma Dellai può avere un grande ruolo nel Pd, per colmare qualche lacuna di rappresentanza, per la sua capacità di intercettare consensi moderati e per il suo ruolo di grande amministratore di un’importante realtà del Nord». A livello organizzativo - chiarisce - «lo si potrà fare nei modi più originali, io sono sempre stato d’accordo a costruire in Trentino una forza con una sua autonomia rispetto al partito nazionale. Ma oggi c’è bisogno di unire. Basta vedere quanti cantieri ci sono di partiti immaginari. Bisognerebbe evitare questa proliferazione, i partiti dovrebbero avere una durata un po' più lunga della moda stagionale. Quella di cambiare ogni volta è una patologia tutta italiana».
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