giustizia

Tar, calano i ricorsi: 175 nel 2023 (-20). «Sull' orso deciderà la Corte europea, va sciolto il nodo tra cattura e abbattimento»

Il presidente Rocco: «Qui isola felice, c’è poco contenzioso. Amministrazione efficiente e cultura diffusa della legalità»



TRENTO. Calano i ricorsi ai giudici amministrativi: nel 2023 ne sono stati depositati al Tar di Trento 175 (20 in meno rispetto all'anno precedente), nonostante si parli quasi ogni giorno del Tribunale amministrativo regionale per le battaglie in corso su orsi e lupi.

«Trento è un'isola felice perché vi è poco contenzioso nell'ambito della giustizia amministrativa. Abbiamo un'amministrazione efficiente e le richieste di giustizia dei cittadini vengono soddisfatte». Così il presidente del Tar di Trento Fulvio Rocco in occasione della conferenza stampa per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2024.

«Vi è cultura diffusa della legalità, rispetto delle pubbliche funzioni e dei diritti e degli interessi dei cittadini, che porta a un abbassamento del contenzioso. Vi è una diminuzione dell'attività anche in relazione ai ricorsi per l'esecuzione delle sentenze rese dalla Corte di appello di Trento, di gran lunga inferiori a quelle della Corte di appello di Venezia per le quali veniva un tempo chiesto a noi l'adempimento coattivo», ha specificato Rocco.

I ricorsi più numerosi sono stati in materia urbanistico-edilizia (44 complessivamente), seguiti da sicurezza pubblica (19), accesso alla documentazione amministrativa (18), aggiudicazione di contratti pubblici (17), sanità pubblica (8) e pubblico impiego (7). Diminuita la materia ambientale, riferibile a un solo caso (a fronte degli otto del 2022), è in materia di stranieri (4). 

Nell'ambito dell'attività del Tar di Trento, ha detto Rocco, "il contenzioso relativo all'orso è stato quello che ha avuto maggiore eco mediatica, ma ora per noi la situazione è in stallo: il problema tocca la politica per quanto attiene la gestione nella sua globalità e il giudice europeo per quanto riguarda l'applicazione della direttiva Habitat". "Per quanto ci riguarda - ha precisato Rocco - abbiamo sbloccato la situazione rinviando la soluzione alla Corte di giustizia europea, perché siamo convinti che il problema non riguarda tanto la legislazione nazionale. Il problema di fondo è l'articolo 12 della direttiva Habitat, dove si spiegano gli interventi possibili per la gestione ma si prevede un'equipollenza tra la captivazione e abbattimento". Secondo il presidente del Tar il rinvio alla Corte di giustizia europea non è stato un modo per "lavarsi le mani", ma un ricorso "al giudice naturale".













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