Sicurezza, in arrivo 4000 questionari ai cittadini

E’ la prima fase del progetto e-Security che mira a coinvolgere la comunità nelle azioni di prevenzione del crimine. I destinatari saranno scelti a caso



TRENTO. Si possono rendere i cittadini protagonisti nella creazione di politiche e interventi sulla sicurezza urbana? Questo sarà possibile anche grazie alla prima “Indagine sulla sicurezza oggettiva e soggettiva nel comune di Trento”, che verrà realizzata in ottobre all’interno del progetto europeo “eSecurity - ICT for knowledge-based and predictive urban security”. Il progetto eSecurity, co-finanziato dalla Commissione europea e coordinato dal gruppo di ricerca eCrime della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, in collaborazione con la Questura di Trento, il Center for Information Technologies di FBK e il Comune di Trento, ha lo scopo di elaborare una piattaforma informatica innovativa per la raccolta di dati su crimini, disordine urbano e insicurezza percepita, finalizzata alla predizione e alla prevenzione della criminalità e alla gestione della sicurezza urbana, per assistere le forze di polizia e gli amministratori locali. L’indagine sulla sicurezza è un tassello fondamentale di eSecurity e metterà la comunità trentina al centro di questa grande ricerca, coinvolgendo nella compilazione di un questionario via internet un campione rappresentativo di circa 4.000 residenti nel capoluogo, estratti casualmente dagli archivi anagrafici comunali.

Dal 1 al 25 ottobre i cittadini selezionati saranno chiamati, tramite una lettera che arriverà nei prossimi giorni all’indirizzo di residenza e conterrà una password personale, a rispondere in forma anonima sul sito internet www.esecurity.trento.it a una serie di domande sui reati da loro subiti nell'ultimo anno, sulla percezione del degrado e la paura della criminalità nei quartieri della città.

L’indagine sarà poi replicata per altre tre volte ogni sei mesi sullo stesso gruppo di residenti (marzo 2014, ottobre 2014, marzo 2015). «Quest’indagine è una delle pochissime esperienze al mondo di rilevazione campionaria ripetuta nel tempo sulla sicurezza oggettiva e soggettiva delle persone.

La partecipazione di tutti è, quindi, essenziale per non pregiudicarne lo svolgimento – hanno affermato il coordinatore di eSecurity Andrea Di Nicola e il responsabile dell’indagine Giuseppe Espa -. I dati raccolti alimenteranno il nostro sistema per la costruzione di mappe di sicurezza urbana predittiva».

Infatti, le informazioni sul grado di insicurezza raccolte grazie ai questionari inviati e compilati dai membri della comunità e sul degrado cittadino richieste dal questionario, lette attraverso modelli statistici insieme ai dati sui crimini di cui vengono a conoscenza le forze dell’ordine e ad altre variabili ambientali rilevanti, saranno utili per predire e prevenire future concentrazioni di reati, disordine urbano e insicurezza nel territorio di Trento.

Questo - sostengono gli esperti - è il futuro della sicurezza urbana, dove il cittadino è protagonista.

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