Settantamila studenti tra i banchiIn Trentino parte l'era Dalmaso
Domani via ufficiale all'anno scolastico, il primo dopo la riforma. il bilancio provinciale di quest'anno mette a disposizione della scuola 672 milioni di euro e altri 52 da destinare al comparto edilizio
TRENTO. Settantamila studenti e settemila docenti oggi tornano a ripopolare le scuole trentine, inaugurando così la nuova «era Dalmaso». Dopo le polemiche, le critiche e le accuse è arrivato il momento di avviare quella rivoluzione che la giunta provinciale ritiene importante per mettere la scuola al passo con le nuove sfide sociali.
Proprio l'assessore e il presidente Dellai hanno anticipato i temi principali della scuola del presente e del futuro, nella quale credono fortemente. Tanto da fare investimenti sostanziosi: il bilancio di quest'anno mette a disposizione della scuola 672 milioni di euro e altri 52 da destinare al comparto edilizio.
Negli ultimi anni il trend delle risorse ha visto un costante aumento di circa il 3,5 per cento a stagione (3,6 quest'anno rispetto al 2009), cifra superata soltanto dalla sanità. Niente tagli, si è affrettata a dire l'assessore Dalmaso: nè per quanto riguarda le risorse e nemmeno di personale.
«Se avessimo applicato anche qui la proposta Gelmini nel quinquennio del secondo ciclo avremmo avuto circa 250 docenti in meno, con un taglio di ottanta posti solo nel primo anno». Invece l'organico degli insegnanti è a pieno regime: i posti sono 6933 (meno 18 rispetto all'anno scorso) e quellid i ruolo rappresentano il 96,32 per cento rispetto all'organico di diritto che è di 6033. Ci sono anche i precari, cioè tutti quegli insegnanti che vengono assunti a tempo determinato per coprire "parti di cattedra": 1188 contratti sono stati sottoscritti e sono vacanti altre 592 cattedre. In questo caso interverranno direttamente gli istituti con le loro graduatorie interne.
In Trentino i posti di insegnamento disponibili sono superiroi al numero di docenti nelle graduatorie provinciali, tanto che quest'anno sono andate esaurite. Cioè, tutti i docenti in graduatoria hanno un posto di lavoro. Al momento, tuttavia, non è prevista una riapertura (in teoria ci sarebbe il blocco fino al 2013), ma a livello nazionale si sta pensando ad una revisione complessiva dei sistemi di assunzione.
Torniamo ai numeri. Gli studenti che domani entreranno nelle rispettive classi sono 68876, 1052 in più rispetto all'anno precedente. Alle elementari sono 27038, 16708 alle medie. Alle superiori ci vanno in 20.149. La formazione professinale ha registrato un forte incremento quest'anno, nell'ordine del 10 per cento: vi sono iscritti 4981 allievi.
L'assessore Dalmaso ha insistito sull'ambizione della scuola che deve viaggiare, dice, su due binari paralleli: quello dell'impegno inclusivo, cioè dell'opportunità e dell'aiuto da dare a tutti per accrescere la propria formazione; quello dello stimolo e del sostegno alle eccellenze. «Non dobbiamo lasciare soli nè chi ha difficoltà nè chi ha potenzialità da esprimere ma per qualche motivo non lo può fare». E il concetto è stato ribadito anche da Dellai, che vorrebbe cominciare a pensare non più alle classi tradizionali, ma a gruppi di studio. Il presidente ha concluso con gli auguri, a tutti coloro che sono protagonisti della sfida della formazione. Ha dedicato una parola agli insegnanti, una ai dirigenti (che vorrebbe tornare a chiamare presidi, «magari con una legge»), alle famiglie che vorrebbe più presenti e più coinvolte e alla società che sia più vicina e attenta alla scuola, investendo anche sulle politiche giovanili che inevitabilmente coinvolge gli istituti.
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