Rossi: «Niente patrocinio al Gay Pride»
La Provincia prende le distanze dalla manifestazione del 9 giugno in città: «Siamo per i diritti, non per gli eccessi della sfilata»
TRENTO. «La Provincia non darà il proprio patrocinio al Dolomiti Pride in programma il 9 giugno a Trento. Un conto sono le iniziative di promozione della parità e della coscienza di genere, un’altra le modalità di espressione di questi pride. Alla sfilata dunque noi non daremo il nostro patrocinio». Ugo Rossi non ha perso tempo. Solo il giorno prima il centrodestra in commissione, per bocca di Rodolfo Borga (Civica Trentina) si era augurato che la Provincia pronunciasse il proprio no al patrocinio del Gay Pride dolomitico. E non appena la richiesta è arrivata in piazza Dante il presidente ha fatto scattare il semaforo rosso.
Insomma una presa di posizione netta che può sembrare in contrapposizione con la filosofia di una giunta di centrosinistra e che, per alcuni, fa parte invece di un riposizionamento del governatore su posizioni un po’ meno tolleranti: «Non direi. Noi ci impegniamo contro ogni discriminazione, a favore dei temi educativi che coinvolgono il tema dell’omosessualità. E ci mancherebbe altro. Siamo senz’altro pronti a dare il patrocinio ad iniziative di carattere scientifico, di riflessione, di dibattito politico. Alle sfilate del Gay Pride invece, la decisione di dare il patrocinio spetta al presidente, non lo diamo».
Va detto che si tratta di una questione non legata ad una sponsorizzazione economica dell’avvenimento (che non era in discussione) ma proprio di una scelta politica: «Tutto quello che ha carattere scientifico, di confronto, per noi è patrocinabile. Ma se fatto nell’ambito di una riflessione che riguarda i diritti, la stessa evoluzione della nostra società. Altra cosa è la rappresentazione che sempre si è data di questo tema nelle sfilate - prosegue Rossi - con anche momenti di esibizioni che, a mio parere, non fanno nemmeno bene alla causa. Sono caricaturali e volutamente provocatorie. Queste non possono essere oggetti di patrocinio».
Insomma una scelta politica destinata a fare discutere, visto che solo il giorno prima era stata portata all’attenzione della politica provinciale da Borga: «Nel documento di presentazione della manifestazione sono contenute, oltre a valutazioni ideologiche contrarie alla famiglia tradizionale, anche delle affermazioni per Borga offensive e pesanti».
L'esponente della Civica aveva letto davanti ai capigruppo quella secondo lui particolarmente grave nella quale si chiede che «si rendano gratuiti preservativi e che si distribuiscano nei luoghi di aggregazione, nelle scuole e nelle carceri promuovendone l'utilizzo».
Troppo per un’amministrazione incalzata da una Lega arrembante e per una fetta di Patt sempre più desiderosa di un ritorno a valori tradizionali. Vediamo cosa risponderà la componente della sinistra.