Riva del Garda: atti sessuali con un disabile, arrestato anziano

Bruno Civettini, 70 anni di Torbole, ripreso dalla telecamera e colto in flagranza



TORBOLE. Insegnante della scuola alberghiera e maitre d'hotel in pensione, sposato con un figlio e impegnato nel volontariato. Insomma una brava persona, un uomo irreprensibile. Ma non per la Procura di Rovereto, che martedì scorso ha arrestato Bruno Civettini, 70 anni, padre del sindaco di Nago-Torbole, ritenendolo responsabile di molestie sessuali continuate nei confronti di un disabile psichico. Ieri pomeriggio il Gip ha convalidato l'arresto e disposto gli arresti domiciliari. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davico, inizia un mese fa sulla scorta di una segnalazione piuttosto circostanziata. Qualcuno, casualmente, avrebbe osservato Bruno Civettini mentre praticava, durante il servizio di volontariato, atti sessuali con un disabile. Il fatto sarebbe avvenuto nel primo pomeriggio, su una panchina nel parco nei pressi di un centro disabili del Basso Sarca che accoglie portatori di handicap. Avvertiti dal testimone, i responsabili del centro, stupiti e increduli considerata la fiducia che riponevano nell'anziano volontario, aprono una sorta di indagine interna. Dopo aver trovato le necessarie conferme, si presentano alla polizia. Immediatamente partono gli accertamenti della sezione di Pg della polizia in Procura, che si avvale della collaborazione del Commissariato di Riva del Garda. Gli inquirenti tengono sotto controllo il settantenne per circa un mese, fino a quando, durante un appostamento nel parco indicato, lo sorprendono in atteggiamento inequivocabile, sempre con la stessa persona le cui facoltà mentali sono gravemente compromesse. Inoltre la scena viene ripresa dalle telecamere piazzate dalla polizia. Questo accade martedì scorso, il giorno in cui Bruno Civettini viene arrestato in flagranza di reato. Il sostituto procuratore formalizza l'accusa, pesantissima, di violenza sessuale. Il dottor Cuccaro, ieri giudice per le indagini preliminari, esaminate le richieste del pubblico ministero e ascoltate le ragioni della difesa, assunta dall'avvocato Renato Ballardini di Riva, ha convenuto sulla necessità di disporre una misura cautelare. Così, dopo due giorni di cella, Bruno Civettini è tornato alla sua abitazione di Torbole, ma con l'obbligo di non allontanarsene fino a nuovo ordine dell'autorità giudiziaria. Gli inquirenti sul caso mantengono il più stretto riserbo. L'arresto però non è passato inosservato e le indiscrezioni hanno fatto presto a circolare, a Torbole e non solo. L'avvocato Ballardini a nome del suo assistito nega che i rapporti oggetto dell'indagine fossero pervasi di squallido erotismo. Secondo Civettini, tutto sarebbe iniziato con un toccamento casuale dei genitali (sopra i pantaloni, come anche le volte successive) che avrebbe provocato piacere nel disabile e che poi si sarebbe trasformato in una sorta di gioco, non innocente ma neppure malizioso.













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