Nuovo canile, recinzione e divisorie da rifare 

A lavori quasi ultimati i veterinari dell’Apss bocciano dei particolari: la ringhiera deve essere alzata e dotata di una base di cemento perché i cani non scavino


di Sandra Mattei


TRENTO. Il trasferimento sembrava imminente, ma si dovrà attendere l’autunno perché la sessantina di cani possano usufruire della nuova struttura. I lavori del nuovo canile che è sorto in località Centa, tra l’argine dell’Adige e la tangenziale, sono quasi conclusi, ma ci sono già degli aggiustamenti da prevedere. Eppure la struttura si annunciava con standard di comfort alti, tanto è vero che nell’accollarsi i lavori il Comune di Trento che aveva adottato il progetto dalla Provincia, aveva messo 330 mila euro in più dei 594.842 euro stanziati.

Ma, per stessa ammissione della dirigente Luisella Codolo del Servizio Urbanistica e Ambiente, sulla realizzazione del canile il Comune non aveva nessuna esperienza e per questo, in seguito ad un sopralluogo dei veterinari dell’Unità igiene e sanità pubblica dell’Azienda sanitaria, i tecnici dell’Edilizia pubblica hanno dovuto rivedere alcuni particolari. I veterinari hanno chiesto di modificare la recinzione del canile, per garantire sia la sicurezza degli ospiti a quattro zampe, sia degli umani. Lo conferma la dirigente Codoli che spiega: «Si tratta di alzare di 50 centimetri la recinzione, perché ritenuta troppo bassa. Non solo, i veterinari hanno chiesto di fare un basamento in cemento, perché il rischio è che i cani possano scavare sotto la recinzione e scappare. Anche la ringhiera stessa dovrà essere rivista, perché è necessario dotarla del cosiddetto “offendicolo”, cioè la sommità deve essere angolata in modo che i cani non possano superarla».

Ma ci sono altri elementi che non funzionano. I 32 box del nuovo canile, progettati con due zone, la giorno e la notte, hanno una divisoria ma è stato fatto notare che il passaggio è troppo basso se si dovessero ospitare cani di grandi dimensioni, come Levrieri o Terranova. Sono previsti 32 box e per questo le “gattaiole” dovranno essere rifatte, alzandole. Insomma, si tratta di particolari che nella conferenza dei servizi, quando è stato presentato il progetto, non sono stati evidenziati perché mancava la presenza di un esperto del settore. Questi aggiustamenti faranno slittare il trasferimento dei cani che ora si trovano a Maso Sembenotti e che devono lasciare il vecchio canile per liberare l'area sulla quale è prevista la realizzazione del nuovo svincolo tra la tangenziale e la strada provinciale per l'Interporto. Il presidente dell’associazione della Lega per la difesa del cane Luca Lombardini, che ha in gestione il canile ammette di stare aspettando il via libera dal Comune. «Il trasferimento dei cani - spiega - comporterà due o tre settimane, per questo immagino che prima dell’autunno non potremo traslocare».

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