Molotov alla sede del Pd, la polizia visiona i filmati

Intanto le «mamme no Tav» di Marco si dissociano: «Chi usa la violenza non ci rappresenta in alcun modo»



TRENTO. La Digos della polizia di Trento è impegnata nel visionare i filmati delle telecamere nella zona della sede del Pd, davanti a cui è stata lanciata una molotov la notte scorsa, tra il 12 e il 13 giugno. Gli investigatori sono impegnati anche ad acquisire altri filmati e a sentire testimoni, tra cui finora nessuno sembra avere visto l'accaduto. Altre persone verranno ascoltate nei prossimi giorni. La bottiglia incendiaria era stata scoperta ieri mattina davanti al portone d'ingresso del Partito democratico e aveva causato pochi danni. Accanto c'erano volantini con scritte in solidarietà «coi torinesi arrestati e con i quattro No Tav accusati di terrorismo», che fanno propendere gli inquirenti per la pista anarchica.

I comitati No Tav di Marco di Rovereto, in Trentino, si dissociano dal lancio della bottiglia incendiaria davanti alla sede del Pd. L'episodio risale alla notte tra il 12 e il 13 giugno e volantini in solidarietà ai No Tav erano stati trovati accanto. «I Comitati notav di Marco (Mamme notav Marco ed Amtt-notav Marco), desiderano dissociarsi pubblicamente - si legge oggi in un comunicato sul sito Internet dei comitati - da quanto accaduto l'altra sera a Trento (attentato incendiario alla sede del Pd). Non è la prima volta che assistiamo ad azioni di questo genere affiancate da scritte notav e proprio per questo vogliamo ribadire che chi attraverso la violenza, farnetica di opposizione al Tav, non rappresenta in alcun modo il pensiero di centinaia di persone che da anni si oppongono a quest'opera devastante e inutile». «Lo sforzo del Movimento notav in Trentino - proseguono - è sempre stato primariamente quello di trasmettere informazioni corrette e reali sul Tav Brennero, fornendo gli strumenti che consentano a chiunque di comprendere cosa potrebbe succedere se quest'opera venisse realizzata sul nostro territorio».













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