Medici di base, c’è l’accordo sugli arretrati 

Paoli (Cisl) nella delegazione a Roma ha puntato all’accesso facilitato dei giovani nella graduatoria 



TRENTO. Assicurati gli arretrati dal 2010 al 2017, per 300 milioni di euro che interessano 70.000 medici di famiglia, di guardia, di emergenza sanitaria territoriale e dei servizi tra cui anche i nostri 365 medici di base, le 108 guardie mediche ed il medico dell’emergenza territoriale del Trentino. L’accordo è stato firmato tre giorni fa, a Roma, tra le organizzazioni sindacali della medicina generale e le Regioni e le Province autonome. Lo comunica il rappresentante trentino che dall’inizio delle trattative nazionali del 2014 ad oggi è stato capodelegazione tecnico per il rinnovo del contratto nazionale della categoria: il dottor Nicola Paoli, segretario generale Cisl medici del Trentino, nonché coordinatore nazionale della sua categoria. Scrive la Cisl medici: «Paoli ha molto insistito, avendo alla fine ragione, sulla necessità che i giovani medici ed i formandi della Scuola di formazione specifica in medicina generale di Trento possano accedere alla professione inserendosi più facilmente nella graduatoria nazionale e provinciale. E che anche le dottoresse che sono in gravidanza, non solo per quanto riguarda la scuola, ma anche per quanto riguarda il punteggio in graduatoria, abbiano il riconoscimento dovuto al loro stato».

Si sono prese contromisure anche rispetto all’emergenza sanitaria territoriale con l’aumento retributivo di tutti i convenzionati previsto dal 1 settembre 2018 fino al 2019 ma soprattutto con la possibilità, attraverso il parlamento, che anche coloro che non vincono le 20-25 borse di studio trentine per la medicina generale, che verranno anch’esse aumentate di valore, possano comunque in extra numero partecipare alle Scuole e avere pari diritti ad essere iscritti nella graduatoria provinciale.

«In definitiva - commenta la nota della Cisl medici - mettendo in sicurezza il crollo preannunciato per i prossimi sette anni anche in Trentino del 50% dei medici di medicina generale che andranno in pensione. Ultimo pensiero scritto, prima della firma, nella tarda serata del 1 marzo, è stato, per Paoli, quello di non permettere l’aumento del rapporto massimale a 1800 residenti che avrebbe di fatto chiuso le porte sia ai giovani ma ancora più a quei sindaci che attendono l’immissione in ruolo di un numero maggiore di medici sui propri territori trentini».















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