Malga Albi distrutta da un rogo devastante 

L’allarme lanciato dal gestore ieri mattina. Danni per oltre un milione Le fiamme partite dalla zona della cucina. Il sindaco: «La ricostruiremo»



TRENTO. Moreno Dallapiazza era salito in malga per sistemare alcune cose in vista dell’apertura di marzo, ma è stato accolto da una scena che lo ha lasciato senza fiato. Malga Albi, la «sua» malga stava andando a fuoco. Le fiamme alte nel cielo stavano mangiando metro dopo metro la struttura. Ha chiesto aiuto, ha chiamato i vigili del fuoco, che poco hanno potuto contro la forza del rogo che ha lasciato dietro di sé poco più di uno scheletro. E ha distrutto il sogno di una nuova vita per Moreno e la sua famiglia. I danni? Difficile fare una stima ma di certo superano il milione di euro. La causa del rogo? Le verifiche sono iniziate subito e al momento non si può escludere nulla. Carabinieri e pompieri non hanno trovato traccia chiara ed inequivocabile di inneschi ma questo da solo non può escludere il dolo. Certo, l’incendio è divampato nella zona della cucine e quindi sarebbe compatibile con un corto circuito, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per poter escludere un ipotesi o l’altra.

Ma facciamo un passo indietro per ricostruire quello che è successo. Erano circa le 8.30 di mattina quando Moreno Dallapiazza è arrivato nel pressi di malga Albi. Siamo sul Bondone, comune di Garniga, a poco più di 1.200 metri d’altezza. Il 23 agosto, in municipio, c’era stata la firma del contratto che aveva affidato la gestione della malga - di proprietà comunale - all’azienda agricola Dallapiazza e a fine ottobre sono state consegnate le chiavi della struttura. In vista della riapertura, a marzo, della struttura (che oltre al servizio di ristorazione è - era - in grado di ospitare i clienti a per la notte) erano iniziati anche dei piccoli lavori per sistemare quello che era necessario. Con l’accensione sia del riscaldamento che della stufa per evitare danni dal gelo. Capitava, quindi, che Dallapiazza andasse in malga per verificare la situazione, per portare avanti gli interventi. E così aveva fatto ieri mattina quando, invece del silenzio e della pace della montagna, si è trovato in mezzo ad un infermo di fiamme. Stordito, è riuscito a dare l’allarme al quale hanno risposto decine e decine di vigili del fuoco. Nel corso dell’intera giornata hanno lavorato a malga Albi i permanenti di Trento e i volontari di Garniga, Aldeno, Mattarello, Cimone e Romagnano. Una lotta impari la loro con l’incendio che aveva già conquistato molta forza e che si alimentava con il legno della struttura. Difficile anche raggiungere la zona dell’intervento a causa del ghiaccio che la faceva da padrona sulla strada.

Alla fine la conta dei danni è pesantissima: si supererà il milione di euro. Ossia si arriverà al valore stesso dei lavori di ristrutturazione che erano stati eseguiti tra il 2006 e 2008. L’intervento era consistito nella demolizione completa e il rifacimento con ampliamento e l’acquisizione del nuovo arredo. L’intervento era costato 1.250.000 euro dei quali il 25 per cento a carico dell’amministrazione comunale mentre il 75 per cento è arrivato da contributi provinciali, servizio agricoltura-turismo e anche dai fondi europei di settore.

Ora tutto questo è andato in fumo. Ci sono monconi di travi a raccontare quello che la struttura era fino a poche ore fa. E poi le macerie, i segni inequivocabili del fuoco che ha distrutto uno dei punti di riferimento dei trentini. In tanti attendevano la riapertura della struttura che è facilmente raggiungibile e quindi ambita specialmente nei giorni d’estate perché con i suoi 1.300 metri d’altitudine avrebbe potuto regalare sollievo alla calura dei prossimi mesi. Questo era il futuro di malga Albi, questo era l’investimento della famiglia Dallapiazza. Di tutto questo non c’è più traccia. Si ricostruirà? Il sindaco garantisce che la malga tornerà ad essere quello che era, ma intanto il gioiellino è andato distrutto. Un gioiellino coperto certo da assicurazione ma l’aspetto economico toglie solo poco dell’amaro in bocca lasciato dal devastante incendio. (m.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle