in tribunale 

Licenziato per la gara in malattia, caso aperto 

L’operaio delle Ferrovie nega di aver corso la gran fondo. Disposta una nuova consulenza 



TRENTO. Era stato licenziato dalle Ferrovie, che gli aveva contestato di avere partecipato a una gara di gran fondo in bicicletta tre giorni dopo un infortunio sul lavoro, la frattura della falange di un piede colpita da un carrello, che lo aveva costretto ad un’assenza per malattia di 75 giorni. Un provvedimento confermato dal giudice del lavoro, che però l’operaio, 60 anni, 38 dei quali da dipendente ferroviario, ha impugnato.

Ora la Corte d’appello, sezione civile per le controversie del lavoro, ha deciso di affidare nuovi approfondimenti medici al consulente tecnico d’ufficio, chiedendogli se sia possibile, o almeno plausibile, che soli tre giorni dopo un tale infortunio l’uomo potesse indossare gli scarpini da ciclista, “notoriamente stretti e caratterizzati da una suola molto rigida” e portare a termine la competizione. Si parla della Gran fondo Liotto - Città di Valdagno, di 123 chilometri, edizione del 2011.

L’operaio-atleta, che è senza lavoro da 42 mesi - ha sempre sostenuto di non avere corso quella gara. Assistito dall’avvocato Stefano Pietro Galli, ha fornito prove testimoniali che il chip a lui attribuito era stato indossato da un amico (al quale lo avrebbe dato perché ritirasse il suo pacco gara e per non perdere punti nella classifica della gara) e documentali (l’adesivo apposto alla bici era rimasto intonso, lo stesso la pettorina, a dimostrazione che sarebbe rimasta nel pacco gara).

Ora la parola passa nuovamente all’esperto, uno specialista ortopedico, che il giudice del lavoro aveva nominato in primo grado. La prossima udienza è fissata per l’8 marzo.

Il procedimento civile aveva preso avvio da uno penale, per lesioni colpose, promosso nei confronti dei superiori dell’operaio dopo l’infortunio e che si era concluso con l’assoluzione degli stessi. Era seguita la lettera di licenziamento, arrivata il 3 luglio 2014.















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