Liberalizzazioni, risparmi per 946 euro

Ma il Crctu è scettico: le altre manovre avevano deluso i consumatori


Robert Tosin


TRENTO. Le liberalizzazioni ordinate dal governo Monti hanno due obiettivi principali: rimettere in moto lo sviluppo economico nazionale attraverso la concorrenza e ridurre i costi dei servizi per allinearsi all'Europa e dare un po' di respiro ai cittadini. L'intervento è drastico e gli effetti sono tutti da dimostrare, ma il calcolo è stato fatto: 946 euro di risparmio a famiglia.

«Anche perché - spiega Paola Francesconi del Crctu in rappresentanza dei consumatori - le precedenti liberalizzazioni in Italia non hanno dato i frutti attesi. Ecco perché anche questo nuovo passaggio lo guardiamo con molto scetticismo, sperando vivamente di essere smentiti. Il vero problema, però, non è tanto nei vari provvedimenti che sulla carta possono essere ritenuti positivi, quanto piuttosto sul successivo impegno di controllo delle authority, clamorosamente mancato negli ultimi anni. Pensiamo, ad esempio, all'intervento sulla telefonia: sì, qualcosina nei prezzi è migliorato, ma non certo a livello degli altri Paesi europei».

Insomma, se le liberalizzazioni lasceranno qualcosa nelle tasche degli italiani è ancora tutto da dimostrare. «Qualche speranza l'abbiamo sul capitolo delle professioni. L'obbligo di presentare preventivi dovrebbe portare ad una concorrenza che si riflette sui prezzi. Restiamo però nettamente contrari alla privatizzazione dei servizi di pubblica utilità. Abbiamo visto cosa è successo alle Poste e non vorremmo vivere la stessa esperienza in altri campi vitali. Non ci resta che stare a vedere, in passato siamo stati scottati. Questa volta speriamo tanto di venire smentiti da un effettivo miglioramento dei servizi a prezzi più vantaggiosi per i consumatori».













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