lo statista firmò la legge risanamento sassi 

La statua di Degasperi a Matera senza una targa

TRENTO. Margherita Cogo, ex assessore provinciale, ricorda che a Matera c’è una statuta di Alcide Degasperi. «Questa statua - spiega - raffigura Alcide Degasperi, non vi è alcuna targa che riporti il...



TRENTO. Margherita Cogo, ex assessore provinciale, ricorda che a Matera c’è una statuta di Alcide Degasperi. «Questa statua - spiega - raffigura Alcide Degasperi, non vi è alcuna targa che riporti il nome dello statista. È riportato solo il nome delle scultore Othmar Winkler. La statua è posta a Matera e alle spalle sorge il primo quartiere popolare, costruito a seguito di una riforma ad hoc, la Legge Risanamento Sassi, promulgata dall’allora Capo del Governo Italiano, Alcide Degasperi. I Sassi sono stati evacuati solo nel 1952 ed erano considerati “una vergogna nazionale”, così li definiva, ad esempio, Togliatti. Certamente è impensabile che ancora a metà degli anni ‘90 vi fossero popolazioni italiane, che vivevano in caverne assieme agli animali ed in poco spazio ospitavano fino a 10 persone. Ogni famiglia aveva dai 7 ai 10 figli, con una mortalità infantile del 50%.

I Sassi erano privi di acquedotto, fognature, illuminazione e le caverne avevano un’unica apertura: la porta d’ingresso! Insomma condizioni di vita da trogloditi.

Oggi il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano ospitano B&B, ristoranti, negozietti di artigianato, sono piacevoli da visitare, ma la memoria va inevitabilmente alla vita dura che lì si conduceva.

Decisamente bello è il più antico nucleo abitativo di Matera: La Civita, posta su un altopiano naturale, ed è delimitata dal burrone Gravina e dalle mura, chiuse fino al XVI secolo, al termine delle quali vi erano i Sassi. Nella Civita vi è il Duomo e alcuni dei palazzi più prestigiosi della città.

La Civita è totalmente restaurata in modo esemplare, nulla disturba l’armonia del restauro. Nel 1993 l’UNESCO dichiara i Sassi di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità, anche in considerazione che Matera è una città tra le più antiche del mondo».













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Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

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