l'indagine

La spesa? A Trento costa più di Bolzano

I trentini spendono 6.405 euro l’anno (55 in più della media nazionale). Iper Poli ed Eurospin i supermercati più economici


di Luca Pianesi


TRENTO. Rimane costante, rispetto all’anno scorso, la spesa media annua delle famiglie trentine nei supermercati provinciali attestandosi a 6405 euro l’anno (nel 2014 era di 6406 euro) mentre è in aumento quella delle famiglie altoatesine che se nel 2014 spendevano 6234 euro, quest’anno spenderanno 6326 euro.

Il dato di Trento resta più alto di quello nazionale che fissa a 6350 euro la spesa media degli italiani con Verona città dove si riesce ad ottenere gli “sconti” migliori (la spesa media arriva a 5.999 euro a seconda dei supermercati frequentati) e Aosta dove, invece, pare quasi impossibile abbattere le spese (in media gli aostani spendono 6.636 euro).

A dirlo è Altroconsumo con l’annuale inchiesta su supermercati, iper e hard discount condotta in 68 città italiane. Rilevati 1.083.983 prezzi su 105 categorie di prodotti (spesa alimentare freschi e confezionati, prodotti per l’igiene personale e per la casa) per 885 punti vendita visitati.

L’inchiesta, partendo dal dato sulla spesa media per italiano (fonte Istat) di 6350 euro all’anno è tesa a fotografare le spese dei cittadini del Bel Paese nel tentativo estremo di risparmiare. Prendendo il caso di Verona, infatti, Altroconsumo ha stabilito che scegliendo i punti vendita più interessanti in un anno in media si può abbattere la soglia dei 6000 euro – nessun’altra grande città in Italia offre di più - di spesa media. Seguono Arezzo, Firenze, Pistoia e Pisa. In fondo alla classifica invece Palermo, Ascoli Piceno, Pescara e Aosta, dove la spesa costa 600 euro in più della media nazionale.

Trento si pone tra le città “sopra la media” dove un cittadino, anche sforzandosi, fatica ad avere dei reali sconti e dove la spesa media finisce per attestarsi 55 euro sopra il livello nazionale. «Dove non c’è dinamica concorrenziale - spiegano i tecnici di Altroconsumo - i prezzi si allineano verso l’alto e lì stanno. Dove invece si fronteggiano insegne a suon di sconti chi vince è il consumatore e il suo portafogli ci guadagna: a Pordenone, Torino o Cuneo, e anche Napoli, il delta del risparmio supera i mille euro. Al contrario, scarse possibilità a Reggio Calabria e Caserta: solo 150 euro di differenza tra punti vendita più e meno cari».

Lo studio di Altroconsumo si concentra sulle catene e cerca di “indirizzare” il cittadino verso quelle più economiche. In Trentino Alto Adige l’Iper Poli è tra i negozi più economici se il consumatore intende fare una spesa con prodotti “di marca”; seguono Coop e Pam a pari merito mentre all’ultimo posto si piazza l’Eurospar.

Se il consumatore, invece, vuole fare la spesa con i prodotti “economici” il miglior gruppo al quale fare riferimento in regione è l’Eurospin, seguono Ld-Market, D-Più Discount, Lidl, Coop, Pam, Interspar e Eurospar. In media, comunque, un carrello della spesa riempito in regione con prodotti di marca resta (come anche il dato sulla spesa media per famiglia che è di 6375 euro, 25 euro in più del dato nazionale) nella fascia media (seppur leggermente alta) dei carrelli italiani.













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