«La fotografia mi ha aiutato a guarire»
Il caso della settimana. L’esperienza di Stefania Zanetti che ha superato il suo rapporto “malato” con il cibo A soffrire di disturbi alimentari sono soprattutto le donne tra i 19 e i 25 anni, ma l’età continua ad abbassarsi
BOLZANO. «La fotografia mi ha aiutata a superare il mio rapporto “malato” con il cibo: abbuffate seguite da digiuni. Poi il ritorno alla normalità. Per periodi più o meno brevi. E nuove ricadute. All’origine di tutto c’era una sorta di insoddisfazione non tanto del mio corpo, ma complessiva». Stefania Zanetti - 25 anni trentina, una laurea magistrale in Design ecosociale conseguita presso UniBz, insegna fotografia a Milano e collabora con il Centro specialistico disturbi alimentari di Bolzano -ha realizzato la mostra fotografica dal titolo “Eating emotions”, inaugurata l’altro ieri presso la sede di via Talvera 4 a Bolzano, alla vigilia della Giornata nazionale contro i disturbi dell’alimentazione.
L’ansia
Stefania ha dedicato ai disturbi alimentari la sua tesi magistrale. «Io sono una persona molto ansiosa che, per un lungo periodo, ha usato il cibo per contrastare l’ansia. Ho cercato di capire l’origine di quel problema che in più occasioni mi metteva in difficoltà, soprattutto nel rapporto con gli altri. L’ho fatto “indagando” il cibo con la macchina fotografica: sono usciti tanti scatti. Un mix di alimenti e corpi».
Dalla tesi di laurea è nata la collaborazione con il Centro specialistico disturbi alimentari di Bolzano e la partecipazione al bando di concorso dei supermercati Poli “Coltiviamo i vostri progetti”: tra le 19 proposte selezionate anche quella elaborata da Stefania con una decina di ricette particolari da realizzare a casa.
L’incubo cibo
«Un aiuto per chi -spiega - ha un rapporto difficile con il cibo. Perché le persone che si trovano in questa situazione sono molto di più di quelle che si possa pensare: non sono né anoressiche né bulimiche conclamate, ma coprono spesso ansie, paure, insoddisfazioni, mangiando troppo o non mangiando per niente».
«Chi si rende conto - spiega Raffaella Vanzetta coordinatrice del Centro specialistico per i disturbi alimentari - che sta rischiando grosso e si rivolge ai centri specializzati, viene seguita - nel 93% dei casi le pazienti sono donne - da un’equipe multidisciplinare formata da psicoterapeuti, psichiatri, psicologi e dietologi».
Qual è l’identikit della donna, visto che il problema è soprattutto ma non esclusivamente femminile, che soffre di disturbi alimentari? «L’età media è tra i 19 e i 25 anni, ma la sensazione è che, ultimamente, ci sia un abbassamento dell’età: vediamo ragazzine di 12-13 anni. E i casi sono mediamente più gravi rispetto al passato».