Gay Pride, tutti contro Rossi: «Ci ripensi» 

I consiglieri Pd: «Noi saremo in piazza». I genitori di omosessuali: «Non è folclore». Ma dall’Upt una sponda al governatore



TRENTO. Rossi ci ripensi: dia il patrocinio della Provincia al Dolomiti Pride di Trento. Intervengono anche esponenti del Pd nazionale e Amnesty a bacchettare il governatore, che ha negato il patrocinio argomentando che la parata «assume un aspetto di folclore ed esibizionismo». Secca la richiesta dell’Associazione genitori di omosessuali, dura la condanna da parte di alcuni esponenti della società civile (che abbiamo interpellato). I Comuni di Trento, Bolzano e Merano hanno dato il proprio patrocinio, attesa per la prossima settimana la decisione di Arno Kompatscher per la Provincia di Bolzano e per la Regione.

Per il Pd dire no alla sfilata equivale a dire no ad una manifestazione per i diritti civili. Un errore politico. Nel solco di una tradizione che va nell’opposta direzione, quella del centro sinistra, la scelta di Rossi è motivo di una ferma presa di distanza. A partire dal Pd nazionale.Il deputato Ivan Scalfarotto è intervenuto su Twitter: «Non vorrei che a Trento pensassero di risolvere i problemi della sinistra buttandosi a destra: non sarebbe una decisione saggia, né intelligente. P.s Le persone Lgbt danno valore al Trentino ogni giorno, con la loro vita e il loro lavoro». La consigliera provinciale Lucia Maestri ha postato su Facebook: «Il 9 giugno io sarò in piazza con tutte e tutti. Non da oggi, come sempre». «Certamente presente al #dolomitipride! Contro ogni paura! #Nessunoescluso», il post del consigliere Mattia Civico. Per il capogruppo Alessio Manica «visto il percorso fatto in questa legislatura sui diritti civili non concedere il patrocinio è un errore. Il Trentino è da molti anni una terra attenta al rafforzamento e alla tutela dei diritti sociali e civili. Abdicare ora a questa nostra vocazione per inseguire altre forze politiche sul loro terreno o per strizzare l’occhio a qualcuno è autolesionistico. Chiedo al presidente un supplemento di riflessione». Ma nell’Upt il capogruppo Giampiero Passamani offre una sponda al governatore: «Rispetto dei diritti civili ma no all’ esibizionismo». Potere al popolo ne chiede invece le dimissioni da assessore all'istruzione. «Il Comune non si è nemmeno posto il problema di negare o meno il patrocinio: sostiene il Gay Pride», ha detto l’assessore alla cultura Andrea Robol: «Ritengo quella del presidente Rossi una scelta sbagliata, Trento è città dell'inclusione e dei diritti». Ma è dall’Associazione genitori di omosessuali che arriva la stoccata “più personale” in tema di rispetto dei diritti. Mario Caproni presidente di A.Ge.D.O: «Sono rammaricato perché si rischia di perdere una occasione di confronto, di inclusione, di riconoscimento di una diversità, quindi di arricchimento per tutta la società trentina. Ci sono tante persone omosessuali invisibili e penso che ciò avvenga soprattutto per l’ignoranza, la poca sensibilità del contesto familiare e sociale. Il corteo del Pride è la festa della visibilità, da non confondere con il folclore o con “l’esibizionismo”. Auspico che Rossi ci ripensi». (f.q)













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