corte dei conti 

De Godenz citato in giudizio 

Secondo la Procura deve restituire 570 mila euro di indennità



TRENTO. La Procura regionale della Corte dei Conti ha citato in giudizio il consigliere provinciale Pietro De Godenz. Si chiede la restituzione di indennità e rimborsi spese per un importo di 572 mila euro. Già invitato a dare spiegazioni, queste non sono bastate alla Procura, che tira diritto. La restituzione degli emolumenti percepiti in qualità di consigliere provinciale riguarda la posizione del consigliere in merito all’ipotesi di un doppio incarico, consigliere provinciale e dipendente della società «Incremento turistico Alpe di Pampeago» (Itap spa) con presunti incarichi apicali. L’ ipotesi di danno erariale, nei confronti di Provincia e Regione, riguarda le somme percepite dal consigliere dal 2013 al 2017. De Godenz, secondo quanto ipotizzato, non avrebbe potuto percepire indennità e rimborsi spese come consigliere, per una somma di 572 mila euro, secondo quanto prevede la legge. Il doppio incarico non è infatti consentito. L’incompatibilità prevede il decadimento dal mandato. Il consigliere si era difeso spiegando di aver rimesso tutte le deleghe, in seguito all’incarico provinciale. Non aveva infatti, ebbe modo di spiegare, alcun potere di firma. L’ipotesi di incompatibilità era matura in seguito ad una segnalazione anonima nella quale si evidenziava come il consigliere dell’Upt fosse incompatibile con la carica elettiva, poiché svolgeva incarichi di rilievo all’interno della società “Incremento Turistico Alpe Pampeago”. Da qui l’istruttoria aperta dalla Procura. Consigliere dal 2013, dal 1983 De Godenz ricopriva la mansione di direttore degli impianti a fune e di amministratore delegato, oltre che far parte, negli anni successivi, anche del consiglio della società. Eletto consigliere, De Godenz rassegnò le dimissioni da ogni incarico all’interno della società di Tesero: rimise le deleghe e restituì la macchina aziendale in uso. Da allora non ebbe più potere di firma in seno alla società nella quale però rimase con una qualifica minore. Pur non svolgendo ruoli apicali in seno alla società “Incremento Turistico Alpe di Pampeago”, De Godenz rimase a disposizione della stessa data l’esperienza maturata. Questa posizione però continua a non convince la Procura. (f.q.)













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