salute

Dalle terme trentine 26 milioni l’anno

É la ricaduta economica secondo le stime provinciali: 39 mila presenze e 13 milioni di fatturato, un settore da rilanciare


di Sofia Verza


TRENTO. Ventisei milioni di euro in ricadute economiche, tredici milioni di euro di fatturato diretto, trentanovemila le presenze di turisti e quattrocento le persone impiegate negli stabilimenti. Questi i numeri del turismo termale nella Provincia di Trento, secondo le stime provinciali. Nella mattinata di ieri si è tenuto un incontro con il consiglio direttivo della Organizzazione Mondiale del Termalismo (OMTh) , dibattendo sulle linee di crescita e sviluppo del settore termale sulla base di un modello elaborato durante il Congresso di Levico Terme nel 2005, dove l’organizzazione ha sede. Presidente dell’OMTh è l’Ingegner Ennio Gori, per dodici anni presidente delle Terme di Levico: «Una figura che ha rilanciato la realtà termale di Levico, trentina e nazionale» lo definisce il presidente del Consiglio Provinciale Dorigatti, «che ha compreso i fondamenti per l’espansione del termalismo: questo dev’essere visto come uno strumento per il benessere psicofisico delle persone e lo sviluppo delle aree urbane termali». Il presidente esprime il desiderio di dare concretezza alle nuove opportunità offerte dalle cure termali, rilanciando all’interno dell’Euregio Tirolo – Alto Adige- Trentino le loro potenzialità turistiche e, dunque, di impiego. Entusiasta in questo senso il sindaco di Levico Terme, Michele Sartori, che ricorda come nell’ultimo anno il turismo termale abbia fatturato al suo Comune una cifra che si aggira attorno a quattro milioni di euro. Una spinta al turismo termale proviene dal modello “Schengen” - elaborato nel Congresso del 2005 sopracitato- che rende gli utenti liberi di usufruire delle cure termali senza limitazioni territoriali, non necessitando di un’autorizzazione preventiva delle ASL. «OMTh guarda alle due dimensioni di turismo e benessere termale; molte cose ruotano attorno ad un centro termale, a partire dall’ecologia nella pianificazione della città fino alle opportunità artistiche o enogastronomiche offerte di contorno alle cure in sé” spiega il Presidente Gori.«In un contesto di globalizzazione, possono sopravvivere solo i prodotti di eccellenza: le sorgenti termali sono infinite nel mondo, ma il “termalismo” di eccellenza è in Europa». In quest’ottica si delinea la realtà del turismo termale come punto essenziale tra le proposte del territorio trentino. Lo slancio internazionale dell’organizzazione ha portato a collaborazioni con l’America Latina - dove pochi giorni fa si è deliberata la costituzione dell’Associazione termale Latinoamericana ALATh a Santa Fe- Argentina, Asia e Cina. Ad esempio, intense sono le collaborazioni a livello di ricerca e offerta con il sistema termale dell’Azerbaijan , che ha caratteristiche simili alle acque di Levico. Proprio ieri è poi stato firmato il protocollo di intesa con la “Chinese Hot Spring Yangsheng Federation”, che promuoverà collaborazioni indagando sui metodi della medicina cinese. Ci troviamo dunque in un contesto in cui la ricerca scientifica della Società Internazionale di Idrologia Medica (ISMH), braccio scientifico dell’organizzazione, ha un valore fondamentale, proponendo cure complementari ed alternative alla medicina tradizionale. La salute è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale, da qui l’OMTh parte per il suo lavoro in Trentino e nel resto del mondo.

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