Confidenze al parrucchiere? Ecco il corso per “gestirle” 

Il progetto Vip. Spesso dietro alle “chiacchiere” nei negozi si nascondono situazioni di vulnerabilità Attraverso un percorso formativo, si vuole spiegare agli operatori cosa è meglio dire e cosa no

Trento. Barbieri, parrucchiere, estetiste, negozianti di quartiere, baristi, camerieri, ma anche impiegati di banca, insomma tutti quelli che vengono a contatto col pubblico e ne raccolgono le confidenze possono diventare i referenti di un progetto che vuole essere una risposta alla diffusione delle nuove vulnerabilità.

Progetto e protagonisti si chiamano Vip - very informal people – e saranno i promotori di una facilitazione diffusa e di mediazione. Succede che a causa del proprio lavoro, si ricevano gli sfoghi dei clienti. Possono arrivare anche situazioni molto delicate, alle quali è opportuno saper dare una prima risposta adeguata anche semplicemente conoscendo quali sono le frasi da non usare mai. Il progetto Vip è nato dopo 8 mesi di tavoli di lavoro ed è stato finanziato dalla Fondazione Caritro.

Molti i soggetti che hanno contribuito alla sua realizzazione con la Cooperativa Fai nel ruolo di capofila ed ha due punti di sviluppo: Trento e la Valle dei Laghi. Valentina Sommadossi ci illustra lo spirito del progetto: «Ci sono tante situazioni di equilibrio precario che non si riesce ad intercettare e che può crollare di fronte ad una “sfiga”, come può essere la rottura della lavatrice. A quel punto c’è bisogno di sfogarsi e lo si fa magari con la commessa che ci vende il pane, la fruttivendola o dal barbiere. A quel punto dopo l’ascolto, c’è la risposta che il progetto Vip forma a dare nel migliore dei modi. In ogni attività aderente c’è una bacheca, finora ne abbiamo distribuite 60, con i dépliant di tutte le associazioni istituzionali, nessuna privata che a seconda dei casi, possono aiutare a risolvere il problema. Si parte dalla confidenza che si crea tra operatori e clienti».

Il progetto Vip ha il patrocinio anche di Confcommercio che mette a disposizione la sala per gli incontri formativi che inizieranno il 30 settembre . “ Vedo, sento, parlo e … ascolto”saranno sei incontri nei quali si parlerà del ruolo sociale delle imprese. Poi si insegnerà come muoversi nel mondo dei servizi e delle iniziativi a supporto dell’individuo. Con la terza si entrerà nel vivo del progetto con “ Calma e sangue freddo, saper ascoltare e saper gestire frustrazioni, stress da routine quotidiana. Poi sarà “ Dire o non dire” un breve corso di comunicazione verbale. Le due ultime serate saranno dedicate alla gestione del tempo lavorativo e alla capacità di adattamento. Sarà un progetto pilota, il primo in Italia e che si vorrebbe diventasse modello per altre realtà. Un welfare a Km0 che oggi conta già su 120 figure professionali che hanno aderito e che quotidianamente ascoltano e commentano e saranno questi gli atteggiamenti che saranno valorizzati, utilizzando l’alto contatto relazionale delle loro professioni. Le problematiche più diffuse ? Ansia e solitudine con la criticità maggiore che deriva dalle separazioni e dal rapporto con i figli. “ Progetto Vip – conclude Valentina – vuole essere un reciproco aiuto che parte dal basso e che andrà ad intercettare quelle realtà che mai verrebbero allo scoperto. E’ anche una forma di prevenzione per evitare situazioni più complicate”. D.P.

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