LATTE CRUDO

Batterio nel formaggio, denunciati i responsabili di un caseificio

Quest'estate L’escherichia coli aveva provocato il ricovero in ospedale di un bambino, facendo partire le verifiche. 



TRENTO. Il bambino era entrato in contattato con un batterio, l’escherichia coli, riconducibile, analizzando le ore precedenti al malore, al formaggio di latte crudo che aveva mangiato.

Dalla segnalazione dell'ospedale è scattata un’ispezione da parte dell’ufficio di igiene e sanità della zona, che ha fatto visita al caseificio nel quale era stato prodotto il formaggio. Al termine del controllo era stata data ai responsabili del caseificio l’indicazione di fare tutti i necessari controlli nei confronti dei loro fornitori per controllare la presenza di escherichia coli.

Ma le cose non sarebbero andate come avrebbero dovuto tanto che la procura ha dato in mano ai carabinieri dei Nas (il nucleo antisofisticazioni) un decreto di perquisizione per verificare la situazione. Sono così state sequestrate 22 forme di formaggio prodotto con latte crudo, forme che facevano parte della stessa produzione di quello che - stando ai risultati medici - aveva portato in ospedale il bambino. Denunciati il legale rappresentante del caseificio e il responsabile del sistema di autocontrollo sia per non aver fatto le verifiche sui fornitori che erano state richieste, ma anche per commercializzazione di prodotti con cariche microbiche superiori al limite.

Nel frattempo si era mosso anche il Concast, inviando una lettera nella quale veniva segnalato come in regione si fossero verificati alcuni casi di malattie legate all’escherichia coli. Da qui l’invito ad assicurare una stagionatura di almeno sessanta giorni al formaggio prodotto con latte crudo. 

 













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