iniziativa

Sul Baldo per rilanciare la solidarietà con Gaza e ascoltare Abdallah Inshasi

Sabato 13 settembre, al rifugio Malga Campei, Alp Sumud per Gaza, che avrà come ospite l'atleta roveretano originario della Striscia. Organizza l'Arci insieme ad altre realtà locali e sarà allestita anche la mostra “Be My Voice, diario di un genocidio”, opera del giornalista palestinese Hassan Selmi e dell’illustratrice Marcella Brancaforte. I gestori del rifugio destineranno a famiglie di Gaza l'intero ricavato della merenda che sarà proposta ai partecipanti



«Quando la montagna parla di giustizia»: viene presentato così l'evento che sui monti di Brentonico sarà proposto dalle Associazioni in rete per Gaza.

Infatti, come comunica l'Arci di Brentonico, sabato 13 settembre alle 15.30 il rifugio Malga Campei, a 1.470 metri di quota, sui pendii settentrionali del monte Baldo, aprirà le porte a Alp Sumud per Gaza, un evento pensato per accendere attenzione e solidarietà in un luogo che parla di resistenza nella sua stessa geografia.

«Il termine sumud, in arabo, significa tenacia, resistenza, fermo rimanere: è qui, in montagna, terreno ostile ma capace di sostenere, che questa parola prende senso concreto. La montagna obbliga a uno sguardo più attento, rallenta il passo e in quel rallentare si costruisce ascolto e vicinanza», scrive l'Arci.

«Il cuore dell’incontro prosegue la nota per i media - sarà Abdallah Inshasi, atleta roveretano, originario di Gaza e cofondatore del primo team di parkour palestinese.

Anche dopo l’incidente che lo costringe su una sedia a rotelle, Abdallah continua a incarnare ciò che lo sport può significare: non fuga, ma presenza, recupero di spazi impossibili, resistere con il corpo e con l’immaginazione.

Il suo racconto, personale e potente, sarà il centro dell’evento: dal movimento tra le macerie al desiderio di libertà, Abdallah restituisce alla parola “resistenza” una concretezza viscerale e contemporanea.

Accanto alla sua testimonianza troverà spazio la mostra “Be My Voice – diario di un genocidio”, realizzata da Hassan Selmi, giornalista palestinese che sopravvive ancora a Gaza, e dall’illustratrice Marcella Brancaforte.

Le parole di Selmi - raccolte in una registrazione - e i disegni di Brancaforte restituiscono la vita quotidiana sotto assedio con delicatezza e forza insieme. A questo si aggiunge il contributo del giornalista Raffaele Oriani, che con Selmi e Brancaforte ha curato à il libro “Hassan e il genocidio. Gaza, un giornalista e i disegni che l’hanno salvato” (People, 2025).

Il volume nasce dai diari visivi e scritti dell’assedio di Gaza, uniti in una forma di resistenza poetica e incisiva: Selmi consegna una voce che sfugge al silenzio imposto, Brancaforte la traduce in immagini dense di energia, Oriani la colloca in un contesto internazionale e smaschera il silenzio complice dei media. Il libro sarà disponibile al rifugio, un invito a sfogliare e portare con sé storie che sanno tenere desta la nostra attenzione.

La mostra “Be My Voice, diario di un genocidio”, che ha già viaggiato per varie realtà trentino grazie al circolo Arci di Brentonico, sarà allestita nel rifugio e visibile anche il giorno successivo.

Assieme a malga Campei, l'evento è sostenuto e promosso da Arci Brentonico, Sat Brentonico, Uisp Trentino e Forum trentino per la Pace e i diritti umani.

Jacopo e Ludovica, i gestori del rifugio, prepareranno con cura una merenda speciale e il ricavato sarà interamente destinato a diverse famiglie di Gaza tramite il Circolo Arci. Sarà possibile avere informazioni sulla raccolta fondi e sulle famiglie che verranno aiutate. Sullo sfondo, la musica occitana creerà un ponte sonoro tra radici alpine e resistenza culturale lontana, un filo sottile ma intenso tra luoghi e storie.

Tenere viva la Palestina in un rifugio di montagna non è un’operazione simbolica: è scegliere un luogo che impone lentezza, sostegno, cura. Dove ogni parola pesa, ogni immagine accende riflessioni e Abdallah, con la sua esperienza, dimostra che resistere significa restare umani, restare presenti, costruire ponti dove sembrano esserci solo muri», conclude il comunicato dell'Arci.

[foto: profilo Fb rifugio malga Campei]

 













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