Estorsione e circonvenzione: a processo 

Nei guai una donna di Riva e il compagno pisano: sono accusati di aver costretto un amico a consegnare loro 29mila euro


di Luca Marsilli


RIVA. Non tecnicamente incapace di intendere e volere, ha detto il perito, ma troppo buono. Tanto da essere vittima perfetta di chi è pronto ad approfittare di questa sua bontà d’animo, affiancata da una religiosità quasi ossessiva. Si spiegherebbe così la sua scelta di consegnare 7000 euro a una amica, Marina Zinetti, conosciuta quando era la compagna di un suo collega di lavoro, semplicemente perché lei glieli aveva chiesti, spiegando che aveva bisogno di pagare un intervento oculistico. E allo stesso modo si sarebbe fatto convincere dal nuovo compagno della stessa Zinetti, il pisano Andrea Fastelli che proprio lei gli aveva fatto conoscere, a consegnargli 30 mila euro: la somma che gli serviva per pagare il funerale e la lapide della moglie. Il problema si è posto perché l’uomo, rivano e sui 45 anni di età, quei 30 mila euro non li aveva. Ne ha messi assieme 20 in qualche modo, poi altri due arrivando a chiedere un mutuo con cessione del quinto dello stipendio, ma a 30 non riusciva proprio ad arrivare. Per provare il proprio impegno, aveva firmato un assegno per gli 8000 euro mancanti. E forti di quell’assegno, quelli che fino a quel punto potevano essere degli approfittatori si erano trasformati – per la legge – in estorsori: lo minacciavano di mettere all’incasso l’assegno scoperto, facendolo finire tra i protestati e in problemi con la giustizia. Non senza ricordare che comunque Dio lo vedeva, e sapeva che lui non li stava aiutando come avrebbe potuto. Forse con Dio il malcapitato avrebbe regolato i propri conti da solo, ma di fronte alla minaccia di conseguenze giuridiche si è spaventato e ha chiesto aiuto ai carabinieri, raccontando loro tutta la storia. Da qui la denuncia per circonvenzione ed estorsione e il processo, arrivato ieri mattina davanti al Gup Dies. La donna ha risarcito almeno parzialmente il danno (6000 euro) ma Fastelli no. E ieri non si è presentato, mandando mercoledì un certificato medico per una “cervicalgia” tale da impedirgli di uscire di casa. Il magistrato ha chiesto una visita fiscale, ma l’Inps non è stata in grado di disporla con così poco anticipo. Quindi il processo è stato rinviato al 5 aprile. Era il terzo rinvio, e non gradendo avere il dubbio di essere menato per il naso, il giudice ha chiesto già ieri una visita per il 4 aprile: 20 giorni dovrebbero garantire che l’Inps sia in grado di farla fare. Se per allora la cervicalgia dovesse essere scomparsa, tanto meglio. Solo per completezza, pare che prima di spaventarsi e andare dai carabinieri la vittima si fosse fatta convincere anche a comprare per 210 mila euro una casa in Toscana. Un affarone, ma non si era ancora concretizzato perché per rimediare una cifra simile doveva prima riuscire a vendere la propria casa a Riva.













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