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Mobilità ciclistica, nuovo appello della Fiab e nel 2026 "Velo-city" in Italia

La Federazione italiana ambiente e bicicletta si è rivolta ai candidati alle prossime elezioni regionali chiedendo un impegno per una risposta concreta ai problemi di traffico, sicurezza stradale, salute e vivibilità nei centri urbani, nonché un efficace contrasto alla crisi climatica

TRENTINO Sicurezza: il ruolo delle nuove "bike line" lungo le strade



La  Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab) comunica che al recente Italian Bike Festival di Misano, è stato ufficialmente annunciato il ritorno in Italia di Velo-city, il più importante evento internazionale dedicato alla ciclabilità.

L'evento si svolgerà al Palacongressi di Rimini dal 16 al 19 giugno 2026: organizzato da European Cyclists’ Federation (ECF), porterà in Romagna oltre 1.600 delegati da più di 60 Paesi, con 400 relatori, 80 sessioni tematiche e oltre 100 espositori.

«Al centro dei lavori - ricorda Fiab - non solo le politiche per lo sviluppo delle infrastrutture ciclabili e urbane, ma anche la crescente integrazione tra turismo sostenibile, cicloturismo e marketing territoriale: temi che da sempre rappresentano il cuore dell’impegno di Fiab Italia».

Sempre in questi giorni, l'organizzazione si è rivolta ai candidati alle prossime elezioni regionali chiedendo loro un impegno per una risposta concreta ai problemi di traffico, sicurezza stradale, salute e vivibilità dei nostri centri urbani, ed efficace contrasto alla crisi climatica ed economica.

«In Italia, la gran parte degli spostamenti quotidiani avviene in ambito urbano e periurbano, spesso su distanze di pochi chilometri, facilmente percorribili in bicicletta.

L’evoluzione tecnologica ha inoltre ampliato le possibilità di utilizzo: le biciclette a pedalata assistita, con consumi energetici irrisori rispetto ad altri mezzi elettrici, permettono a chiunque – anche in età avanzata o su percorsi con dislivello – di scegliere il pedale come alternativa intelligente al volante.

L’emergenza climatica non è più una minaccia futura ma una realtà del presente. Lo dimostrano gli eventi estremi che colpiscono ciclicamente il nostro territorio: alluvioni, frane, ghiacciai che si sciolgono, danni ingenti a coltivazioni, infrastrutture e persone.

La bicicletta è una risposta anche alla crisi climatica, contribuendo alla decarbonizzazione, alla riduzione dell’inquinamento e alla qualità dell’aria, specie nelle aree urbane», scrive la Fiab.

Ecco, dunque, le richieste fatte agli aspiranti amministratori regionali.

Un Paese da pedalare: il Decalogo FIAB per la mobilità

  1. Ufficio regionale per la mobilità ciclistica

Costituzione di  una struttura (Ufficio Biciclette) per coordinare politiche, finanziamenti e progettazione delle reti ciclabili regionali.

  1. Piano regionale della mobilità ciclistica

Dare piena attuazione al Piano Regionale della Mobilità Ciclistica con definizione della rete ciclabile regionale per la progettazione organica delle ciclabili provinciali e comunali. Avviare  studi di  fattibilità per la creazione di “super ciclabili” di collegamento intercomunale.

  1. Manutenzione e cura delle ciclovie regionali

Identificazione di un soggetto responsabile per garantire qualità, continuità e sicurezza della rete ciclabile.

  1. Intermodalità bici + trasporto pubblico

Favorire il trasporto gratuito (laddove è a pagamento) o scontato delle bici su treni, bus e mezzi locali, dotando le flotte di portabici. Garantire la possibilità di abbonamento bici per  i  pendolari. Migliorare l’accessibilità delle stazioni ferroviarie, aumentare i posti disponibili nei vagoni e garantire treni frequenti senza buchi di orari.

  1. Promozione della mobilità attiva

Finanziamenti per acquisto bici (anche cargo), abbonamenti TPL e incentivi aziendali per l’uso della bici, all’interno di politiche regionali di sanità e mobilità. Integrazione della mobilità ciclabile e pedonale nei tragitti casa-scuola, attraverso Piani di Mobilità Scolastica e programmi educativi. Promozione del bike-to-work. Valorizzazione dei Mobility Manager. Comunicazione efficace alla cittadinanza per evitare reazioni avverse da parte della minoranza rumorosa.

  1. Sicurezza stradale e tutela dei più fragili

Supporto ai  Comuni per l’adozione del limite 30km/h nei quartieri abitativi e lavorativi, monitoraggio dell’incidentalità e campagne regionali di sensibilizzazione.

  1. Raccolta dati e monitoraggio continuo

Implementazione di sistemi regionali di rilevazione sull’uso della bici e sull’incidentalità, a supporto delle decisioni pubbliche.

  1. Finanziamento stabile e programmazione pluriennale

Assicurare continuità finanziaria a tutte le politiche ciclabili, evitando interventi una tantum.

  1. Promozione e incentivi

Istituzione di un fondo per incentivare l’uso della bicicletta come mezzo alternativo all’auto, favorendo anche buone pratiche da parte delle aziende.

  1. Promozione del cicloturismo regionale

Sostegno allo sviluppo della rete Bicitalia/EuroVelo (es. Ciclovia Adriatica) e promozione di pacchetti turistici integrati.

«La bicicletta è una risorsa strategica per il futuro del Paese», - sottolinea la Fia invitando tutti i candidati e tutte le candidate «a sottoscrivere questi impegni e a costruire con noi un’Italia più moderna, sicura, inclusiva, vivibile, attiva. Questi punti riflettono la visione strategica trasversale proposta da Fiab: sicurezza, infrastrutture, integrazione, promozione e gestione strutturata. 

È il momento di pedalare insieme verso il cambiamento».

[nella foto, una via trasformata in ciclopedonale nel centro di Amsterdam - Zenone Sovilla]













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