BOLZANO

La banda del grimaldello bulgaro finisce in manette dopo un colpo da 20.000 euro

L'arnese da scasso, una volta inserito nella serratura di una porta blindata, ne copia il codice automaticamente consentendo di entrare senza lasciare tracce di effrazione



BOLZANO. La Squadra mobile di Bolzano ha arrestato quattro persone con l'accusa di furto aggravato. Il gruppo, secondo gli investigatori, è composto da un richiedente asilo georgiano di 33 anni nato in Armenia ma residente in Alto Adige, ritenuto il basista, da due georgiani di 34 e 37 anni, ritenuti gli esecutori materiali dei furti, ed un cittadino tedesco di 60 anni, ritenuto l'autista.

La «firma» del presunto sodalizio criminale è l'utilizzo del grimaldello bulgaro, un arnese da scasso che, una volta inserito nella serratura di una porta blindata, ne copia il codice automaticamente consentendo di entrare senza lasciare tracce di effrazione.

Il basista, hanno ricostruito gli uomini della Mobile, abita in Alto Adige. Gli altri tre sono invece arrivati in provincia all'inizio della scorsa settimana a bordo di un'auto con targa tedesca e hanno preso alloggio in un affitta camere del capoluogo.

Nel corso della settimana appena trascorsa, hanno verificato gli investigatori con appostamenti mirati e pedinamenti, il gruppo avrebbe effettuato numerosi sopralluoghi nella zona di viale Europa e San Quirino a Bolzano e anche a Merano, sempre con due auto, quella con targa tedesca, dove venivano riposti gli arnesi da scasso, e quella del presunto basista, dove invece veniva nascosta la refurtiva.

Proprio grazie ad un pedinamento, nella giornata di ieri, i poliziotti hanno arrestato il gruppo subito dopo un furto in un appartamento di un condominio di viale Europa a Bolzano, da cui erano stati rubati preziosi e oggetti per un valore di 20.000 euro.

Altri due gli episodi che, secondo gli investigatori, sarebbero ascrivibili al quartetto: un furto commesso a Bolzano ed un altro a Merano. I ladri, che secondo la Mobile sono dei professionisti, inserivano anche pezzetti di carta nello stipite delle porte per vedere gli orari di entrata e uscita da casa delle possibili vittime da colpire. Il gruppo potrebbe essere collegato anche ad altri furti commessi nei mesi scorsi in Alto Adige: lo scorso novembre, infatti, una delle due auto usate dal era stata notata dalla Squadra mobile nelle vicinanze di una casa dove era stato commesso un furto.













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