Il piazzale davanti al carcere sarà intitolato a padre Fabrizio Forti
Cerimonia domani, 16 ottobre, alla casa circondariale in via Beccaria e poi allo Spazio Humus, nell'ex convento dei Cappuccini, una tavola rotonda dedicata al religioso che fu cappellano del carcere nel capoluogo, fondatore e anima della mensa della Provvidenza e impegnato anche in diverse battaglie locali a tutela di ambiente e salute
A dieci anni dalla morte, il Comune di Trento ricorda la figura di padre Fabrizio Forti, frate cappuccino, cappellano del carcere di Trento, fondatore e anima della mensa della Provvidenza (nella foto in alto, immortalato nel 2008 da Zenone Sovilla).
A padre Forti sarà intitolato il piazzale davanti alla Casa circondariale, inoltre in suo ricordo sarà scoperta una targa in un’aiuola all’ingresso del carcere.
Due gli appuntamenti in programma per venerdì prossimo, 16 ottobre.
Alle 15.30 alla casa circondariale in via Beccaria 3 si terrà la cerimonia di scopertura della targa in suo ricordo e di intitolazione del piazzale.
Alle 17.30 allo Spazio Humus (ex convento dei Frati Cappuccini), in via Laste 3, si svolgerà invece una tavola rotonda dedicata alla sua figura, un dialogo tra chi lo ha conosciuto e chi raccoglie la sfida del suo esempio. Parteciperanno Giulia Casonato, assessora alla Politiche Sociali, Casa e Partecipazione del Comune di Trento; Mattia Civico, direttore della cooperativa Punto d’Incontro; Violetta Plotegher, presidente di Atas; Ezio Darugna, volontario della Mensa della Provvidenza. Modererà Lauana Atkinson Alvares di “Cucine popolari”.
Domenica 18 ottobre, alle ore 16 al cimitero di Piazzo, ci sarà la marcia della pace sulle orme di padre Fabrizio, a cura delle associazioni Valle Aperta, Stella Bianca Valle di Cembra, Sorgente 90, il Volo.
Inoltre, giovedì 15 ottobre alle 12 alla casa circondariale, si terrà la consegna da parte della Provincia del nuovo punto di ristorazione "Tavolo 27" all'impresa sociale Spinipizza.
Sabato 17 ottobre, alle 20, si terrà la santa messa nella Chiesa della Visitazione di Maria a Gardolo in piazza Libertà.
Mario Forti nacque a Gardolo il 20 ottobre 1949. Dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto magistrale A. Rosmini di Trento, nel 1966 entrò nel noviziato dei Frati Minori Cappuccini.
Nel 1975 pronunciò la professione solenne e assunse il nome di padre Fabrizio. Qualche anno più tardi, nel 1981, al termine degli studi, venne ordinato sacerdote.
La sua attività si caratterizza fin da subito per l’attenzione verso le persone in difficoltà. Ancora prima di terminare gli studi condivise con alcuni confratelli l’esperienza della Casina di Calavino, una fraternità contemplativa che ospitava una comunità terapeutica per tossicodipendenti e persone affette da disagio psichico, attiva fino al 1979.
Dopo aver insegnato per qualche anno alla scuola elementare di Tonadico, nel 1982 riprese ad occuparsi, per oltre tre lustri, delle persone sofferenti di disagio psichico attraverso la neocostituita associazione Valle Aperta, con sede dapprima presso l’eremo di Piazzo di Segonzano, poi a Ponciach di Giovo, e dei giovani attraverso l’associazione culturale Sorgente 90. Per tutti gli anni Ottanta collaborò anche attivamente all’esperienza del Punto d’incontro di Trento.
All’inizio degli anni Novanta fu nominato Segretario nazionale della commissione “Giustizia, pace, ecologia” dei Frati Minori Cappuccini italiani, incarico che lo porterà a promuovere e a partecipare attivamente a svariate iniziative a sostegno dalla pace nei Balcani (“Anch’io a Sarajevo”, marcia della pace “Mir sada – pace subito”, “Cammino per la pace nella città di Mostar”).
Nel 1994 contribuì all'apertura, a Gardolo, di Casa Lamar, una struttura destinata all’assistenza delle persone affette da Aids della quale rimarrà assistente spirituale fino alla morte.
Sempre negli anni Novanta fu attivo anche nell'ambito ecologico, soprattutto attraverso il Comitato per la salvaguardia dell'Avisio, impegnandosi per la valorizzazione e difesa del territorio e contro la costruzione della diga di Valda.
L'impegno sul fronte di ambiente e salute lo vide attivo anche nella diffusa iniziativa che proponeva una soluzione alternativa all'inceneritore di rifiuti programmato dalla Provincia, in particolare padre Fabrizio nel periodo fra il 2005 e il 2010 partecipò alle iniziative di Nimby trentino, anche partecipando come vari altri religiosi alla catena del digiuno per dirè no al mega impianto e sì al potenziamento della raccolta differenziata, della riduzione e del riciclo dei materiali usati.
Nel 1998, a seguito della decisione del Capitolo dei Cappuccini di porre fine all’esperienza della comunità di Piazzo, gli venne conferito l’incarico di superiore del convento della Cervara di Trento, sede nella quale vide la luce, su sua iniziativa e con la collaborazione di numerosi volontari, la Mensa della Provvidenza per i poveri e un piccolo dormitorio.
Dopo un triennio trascorso nel convento di Terzolas, nel 2004 tornò Trento ed iniziò, in qualità di cappellano, la sua attività con i carcerati, dapprima a Rovereto ed in seguito nella nuova struttura di Spini di Gardolo, durata fino alla morte improvvisa, avvenuta nella notte tra il 15 e il 16 ottobre 2016.