I CONTROLLI

Guardia di Finanza, in regione scoperti 95 lavoratori in nero nel settore agricolo

In Trentino 38 gli interventi di verifica



TRENTO. Sono 95 i casi di lavoro nero e irregolare scoperti dalla Guardia di Finanza del Trentino - Alto Adige in soli tre mesi nel settore agricolo, e nello specifico nel trimestre settembre - novembre. Attraverso i controlli previsti dal cosiddetto «Piano Agricoltura», sono state effettuate 105 verifiche nei confronti di altrettante aziende agricole impegnate nella vendemmia e nella raccolta delle mele.

Di queste, 26 avevano 93 lavoratori completamente in nero e due iscritti a libro paga ma che percepivano salari fuori busta. In Trentino, in particolare, sono stati eseguiti 38 interventi: 2 hanno avuto esito irregolare e sono stati scoperti 13 lavoratori in nero, di nazionalità italiana, moldava e marocchina. In un caso, uno dei lavoratori completamente a nero é risultato percettore del reddito di cittadinanza. «Le aziende che non hanno rispettato le regole rischiano una maxi-sanzione che può arrivare fino a 43.000 euro», ha ricordato il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Trento Mario Palumbo.

In Alto Adige invece sono stati 80 i lavoratori completamente in nero, scoperti dalle Fiamme Gialle, la maggior parte dei quali impiegati nella raccolta delle mele. In alcuni casi i controlli si sono tradotti in veri e propri inseguimenti tra le campagne con alcuni lavoratori che si volevano sottrarre all'individuazione. «In provincia di Bolzano - ha spiegato il comandante provinciale Gabriele Procucci - su 67 aziende controllate, 24 sono risultate non in regola. In alcuni casi i controlli sono stati fatti unitamente con l'Inps. Ci auguriamo che nei prossimi mesi si possa avviare una sinergia anche con le associazioni di categoria. Il caporalato non é solo quello che vediamo per la raccolta di pomodori nel sud Italia: anche l'applicazione reiterata di certe condizioni é sfruttamento».

Il colonnello Palumbo ha annunciato anche la stipula, prossimamente, di un protocollo d'intesa con Provincia e associazioni di categoria proprio per combattere il sommerso nel mondo del lavoro: «Non vogliamo demonizzare le aziende, che nella maggior parte dei casi lavorano correttamente, ma anche qui in Trentino ci sono casi di sfruttamento, talvolta anche con società che vengono da fuori e che si offrono di reclutare in blocco, ad esempio per i periodi della vendemmia, offrendo condizioni molto vantaggiose per le aziende ma ovviamente non per i lavoratori».

Da gennaio, complessivamente, sono stati 1194 gli interventi complessivi in regione in materia di contrasto al lavoro nero: 217 sono i casi risultati non a norma, con 394 lavoratori in nero e oltre 800 lavoratori irregolari. Per la provincia di Trento sono state 625 le verifiche, con 97 irregolari scoperti e 38 in agricoltura. Considerati tutti i settori sono stati 155 i lavoratori in nero scoperti, di cui 13 nel Piano agricolo.

Sono stati invece 569 gli accertamenti effettuati in Alto Adige, e di questi 120 hanno dato esito irregolare: 67 sono stati effettuati in ambito agricolo, e di questi 24 sono risultati irregolari. In totale, per tutti i settori, sono stati 239 i lavoratori scoperti, e 80 nel piano agricoltura. Erano poi 534 i lavoratori controllati che risultavano percepire compensi fuori busta.













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