il caso

Festival economia, Boeri attacca: “Licenziati da Fugatti inventando una gara inesistente”

L’ex direttore scientifico: “Grande dispiacere, ignorato il parere della Commissione tecnica. Al nostro Festival esperti stranieri slegati da logiche politiche”

di Fabio Peterlongo

TRENTO. Ospite del festival “Pordenone legge”, l’economista Tito Boeri, per 16 edizioni alla guida del Festival dell’economia di Trento che per il 2022 cambierà partner (via Laterza e Boeri, si passa al Sole 24 Ore), si è tolto qualche sasso (o forse è meglio dire macigno) dalla scarpa, rivelando al giornalista di Rai Radio Uno Giancarlo Loquenzi nel corso della trasmissione “Zapping”, la sua amarezza per la “cacciata da Trento”.

 «È un grandissimo dispiacere, sono affettivamente legato a Trento, alle sue persone e alla sua università - ha detto Boeri - è stato un grandissimo dispiacere vedersi recapitato senza neanche una comunicazione ufficiale, ma per vie traverse, quello che è di fatto un licenziamento».

Boeri ha indicato esplicitamente la Provincia come responsabile del suo allontanamento e ha gettato un’ombra sulla giunta Fugatti che avrebbe agito in maniera poco chiara: «A prendere questa decisione è stata la Provincia di Trento, che ha tutto il diritto di poter decidere come fare le sue iniziative, ma lo ha fatto in un modo assolutamente poco trasparente, inventandosi una procedura di gara che non c'è stata».

Boeri ha evidenziato che la Provincia avrebbe ignorato i pareri provenienti dall’interno del Festival stesso: «La Provincia è andata contro il parere della Commissione tecnica del Festival che si era espressa a favore delle nostre proposte, maturate grazie ai sedici anni di Festival dell'economia che abbiamo alle spalle».

L’economista ha espresso perplessità sulla decisione di allontanare lui e l’editore Laterza dalla guida del Festival, ritenendola una scelta calata dall’alto senza sentire le altre parti coinvolte: «La Provincia non ha interpellato né l’Università di Trento né il Comune. C’è stato un appello di oltre quattrocento docenti di Trento che confermano di non essere stati interpellati e si dichiarano disposti a seguire il progetto anche in altre città».

Le proposte di portare altrove lo stesso format visto per sedici anni a Trento non si sono fatte attendere: «È arrivato un fiume di proposte da altre città - sottolinea Boeri - C’è una lezione da imparare: c'è una domanda molto forte di informazione di qualità sui temi economici, un'informazione capace di andare a fondo e che non si ferma alla prima domanda perché interpella persone competenti in grado di dare delle risposte».

Boeri sembra riservare un’ultima stilettata maliziosa all’indirizzo della giunta Fugatti: «Al Festival dell'economia sono sempre venuti esperti stranieri, slegati dalle logiche della politica». Ed è forse questo, ha lasciato intendere Boeri, ciò che alla politica non piaceva.