L'EMERGENZA

Covid-19, bar e ristoranti in sofferenza anche con orario allungato

Stime negative per quanto riguarda gli ultimi giorni  



TRENTO. Il prolungamento dell'orario di apertura di pub, alle 20, e ristoranti, fino alle 22, in Trentino, non sembra aver portato benefici agli esercenti. Difficile fare un bilancio, ma le stime di questi due giorni in cui la Provincia autonoma ha consentito con ordinanza ai locali di rimanere aperti ben oltre le 18 consentite dal dpcm del Governo non segnalano una ripresa.

«A voce gli associati si esprimono tutti negativamente. Questa settimana, malgrado l'allungamento dell'orario, abbiamo lavorato malissimo. Perché la gente ha paura, su questo non c'è dubbio. Lunedì è martedì è stato -100% perché non ha lavorato nessuno, mercoledì si è cominciato a lavoricchiare perciò la somma della settimana potrebbe variare dal -60% al -80%», commenta Massimiliano Peterlana, ristoratore e presidente della Fiepet di Trento.

L'ordinanza del governatore Fugatti potrebbe inoltre impedire agli esercenti trentini di accedere ai contributi dello Stato: «Prendiamo tempo per capire cosa succede perché c'è anche di mezzo il decreto ristoro. Sembra che, a causa di questo allungamento dell'orario, possa non essere erogato per il Trentino», spiega Peterlana.

«Magari dopo questa prima settimana di flop del lavoro, la prossima si riparte e si lavora bene. Oppure non si lavora nulla e allora dovremo capire cosa fare perché se non si lavora abbiamo bisogno di un aiuto economico, ma con questo orario magari l'aiuto non arriva». 













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