il caso

Chico Forti resta in carcere: respinta l'istanza per la libertà condizionale

I difensori dell'ergastolano trentino, detenuto a Verona dopo il trasferimento un anno fa in Italia dagli Usa, annunciano un ricorso. Amaro il commento di Gianni Forti, zio dell'ex surfista: «Richiesta rigettata con una serie di motivazioni assurde»

VENEZIA


Enrico "Chico" Forti resta in carcere. Il Tribunale di sorveglianza di Venezia, in composizione collegiale presieduta dal giudice Michele Bianchi nell'ufficio di Verona, ne ha respinto l'istanza per ottenere la libertà condizionale. Per i legali e la famiglia è una doccia fredda.

Il 66enne trentino, in carcere a Verona dal maggio 2024, fu condannato nel 2000 all'ergastolo negli Stati Uniti per l'omicidio dell'imprenditore Dale Pike. Aveva presentato la richiesta nei giorni scorsi e le speranze di ottenere un pronunciamento positivo erano legate al fatto che il codice penale prevede di poter accedere all'istituto una volta scontati 26 anni di carcere.

I difensori di Forti, tuttavia, non si arrendono e si preparano a fare ricorso: "L'istanza è stata presentata in quanto supportata da evidenze documentali tali da ritenere a nostro avviso sussistenti i presupposti per la concessione della liberazione condizionale, funzionale ad un reinserimento nella società" di Forti, "che in 26 anni di detenzione ha sempre dimostrato un corretto comportamento carcerario. Sottoporremo questa convinzione alla valutazione della Corte di Cassazione", dichiara l'avvocato Alessandro Favazza.

Amaro il commento di Gianni Forti, zio dell'ex surfista: "Purtroppo la richiesta di libertà condizionale di Chico è stata rigettata con una serie di motivazioni assurde e inesistenti. Dobbiamo ricorrere in Cassazione e ci vorrà ancora molto tempo. Non sappiamo più che cosa fare… i tempi massimi sono stati superati da anni… Qualcuno lo odia al punto di volerlo vedere morire in carcere…".

Forti si trova in Italia da un anno, dopo oltre un quarto di secolo passato in carcere a Miami. La sua lunga vicenda giudiziaria si è intrecciata con diversi governi italiani: già a fine 2020 l'allora ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, annunciò l'accoglimento con riserva dell'istanza di Forti da parte del governatore della Florida Ron De Santis, prima che l'esponente repubblicano interrompesse la procedura per il trasferimento.

Al suo rientro a maggio 2024, poi, Forti trovò ad accoglierlo all'aeroporto militare di Pratica di Mare la premier Giorgia Meloni, che a marzo aveva annunciato l'autorizzazione al trasferimento in seguito a un confronto a Washington con l'allora presidente americano Joe Biden.

In mezzo, l'accordo col giudice federale statunitense per scontare il resto della pena in Italia sulla base del diritto italiano.













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