L'OPERAZIONE

Catturavano e vendevano uccelli da richiamo: 7 arresti

L'operazione del Corpo forestale della Provincia di Trento ha interessato diverse regioni italiane. Sequestrati circa 10.000 esemplari di uccelli



TRENTO. Sette persone sono state arrestate in diverse regioni italiane in seguito ad un'operazione antibracconaggio condotta dal Corpo forestale della Provincia di Trento in collaborazione con i carabinieri di Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia.

Le indagini, che hanno consentito il sequestro di circa 10.000 esemplari di uccelli, sia nidiacei che esemplari adulti, sono partite a seguito di un arresto per furto di avifauna avvenuto in Trentino, a Mezzolombardo, negli ultimi mesi dello scorso anno.

Stamane si è tenuta una conferenza stampa in Procura.

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, i volatili venivano catturati e poi messi in scatole di cartone per poi essere venduti al mercato nero. Un'attività illegale, con ramificazioni anche internazionali, che ha coinvolto non solo il Trentino ma anche molte altre regioni del nord Italia e fino ad arrivare in Toscana.

I bracconieri, in gruppi di tre o quattro persone, segnavano i nidi da asportare con dei nastri, ma anche con il Gps o con luci led. Quindi gli uccelli, soprattutto tordi ma non solo, venivano messi in scatole pronti per essere immessi nel mercato nero dove, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, venivano rivenduti tra i 250 ed i 300 euro ad esemplare.

In qualche caso, hanno verificato gli investigatori, ai volatili venivano incisi gli organi sessuali per favorirne il canto. I bracconieri si erano organizzati con una struttura gerarchica precisa e si erano dotati anche un linguaggio in codice da utilizzare durante le telefonate.













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