“Homeland” unisce Arco, Dro e Drena 

Le tre amministrazioni comunali quest’anno collaborano alla rassegna di eventi sull’immigrazione



ALTO GARDA. Allarga i suoi confini, “Homeland”, al suo terzo anno di vita, coinvolgendo, oltre Dro, anche Arco e Drena e una nuova fitta rete di associazioni, nella convinzione che l’accoglienza passi necessariamente attraverso la cultura e la conoscenza. Questo, infatti, il concetto rimarcato da tutti i rappresentanti delle amministrazioni – gli assessori Stefano Miori e Silvia Girelli per il Comune arcense e i sindaci di Dro e Drena, Vittorio Fravezzi e Tarcisio Michelotti - alla presentazione dell’evento. «È importante che si dia un forte segnale alle nostre comunità, in questo momento di difficoltà e allo stesso tempo di facili risposte errate - ha affermato Fravezzi - è importante che si diano i giusti strumenti per affrontare la complessità di questa realtà di convivenza, così che l’immigrazione non diventi causa di fratture. Ecco perché, dopo il successo dei due anni precedenti, la rassegna ”Homeland” torna più forte di prima, con una serie di eventi che affronteranno tutte le contraddizioni e i problemi legati all’accoglienza». Una lista di appuntamenti che spazieranno dal cinema, al dibattito, alle presentazioni di libri, ai giochi, e che servono, ha aggiunto ancora Fravezzi, «per abbattere, nel nostro piccolo, le barriere e capire che “sicurezza” e “accoglienza” non sono necessariamente due termini antitetici».

Primo momento, la mostra “Libri senza parole destinazione Lampedusa”, in collaborazione con Ibby Italia, già avviata, lo scorso 20 marzo, presso la biblioteca di Dro, ma che dal 10 aprile cambierà sede, spostandosi presso la biblioteca di Arco e lasciando spazio alla seconda esposizione di libri per ragazzi e bambini, intitolata “Migrazioni, razzismo, paesi lontani, gente diversa”, che a sua volta chiuderà il 26 aprile. Tre, invece, le giornate dedicate ad incontri e dibattiti, in compagnia di scrittori, ricercatori, operatori delle diverse associazioni, giornalisti e immigrati con le loro storie in prima persona: il 4 e il 18 aprile alle 20.30 alla biblioteca di Dro; e l’11 aprile, con stesso orario, a Palazzo Panni ad Arco. Il 24 aprile, al Cantiere 26, sarà poi la volta del concerto Stregoni_Jhonny Mox, seguito dal film “Tapestry of Life” di Lia Beltrami, in collaborazione con Religion Today. Altri momenti dedicati al cinema saranno invece gestiti dalla Orainsieme, all’oratorio di Dro, alle ore 21: venerdì 13 e domenica 15 aprile sarà proiettato “L’ordine delle cose” di Andrea Segre; domenica 22 “Ibi” di Andrea Segre; mercoledì 25 e giovedì 26 “Gli indesiderati d’Europa” di Fabrizio Ferraro; venerdì 27 e domenica 29 “Babilon Syster” di Gigi Roccati. Non mancheranno, infine, attività all’interno delle scuole, tra letture, proiezioni e testimonianze di richiedenti asilo presenti sul territorio, mentre chiuderà il calendario, con tutta probabilità, la consueta festa di inizio estate, volta all’incontro delle differenti culture, all’oratorio droato.

“Homeland”, che riprende il termine inglese per “patria” nella sua composizione di “casa” e “territorio”, è quest’anno organizzato da Dokita, su un progetto della Biblioteca e del Comune di Dro. (k.d.e.)

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