Guida alpina di “Mmove” bloccata alle isole Svalbard 

Il caso ad Arco. L’attesa dei colleghi per rivedere Andrea Mutti che aveva accompagnato un gruppo di escursionisti nell’Artico. Lui scrive che sta bene: «Mi sono inventato dogsitter»


Sara Bassetti


Arco. Sono le terre abitate più a nord del pianeta, dove la natura regna ancora sovrana. Un mondo di ghiaccio dalle mille sfumature, dove la notte polare e il sole di mezzanotte scandiscono il ritmo della vita, e i pochi abitanti dividono la loro casa con il re incontrastato, l’orso polare. Ci sono sicuramente posti peggiori in cui passare la quarantena, ma nell’arcipelago delle Svalbard, in Artico, a soli mille chilometri dal Polo Nord, l’isolamento è vero, ed è molto diverso anche da quello di chi, per vari motivi, può uscire per qualche momento dalla propria abitazione. Un isolamento che oggi sta vivendo Andrea Mutti, una delle guide di “Mmove”, la scuola di alpinismo arcense diretta da Mauro Girardi, da qualche anno punto di riferimento anche per i viaggi polari. «Ho iniziato un nuovo lavoro: faccio il “dogsitter”, tra i miei cani ci sono Niko, Baloo e Mode, un cane groenlandese molto forte e autoritario».

A dichiararlo è proprio Andrea, in un video-messaggio postato sulla pagina Facebook della scuola altogardesana. «Andrea è una delle nostre guide più esperte per questo tipo di spedizioni, che organizziamo da una decina di anni a questa parte, in collaborazione con “Poli Arctici”, un tour operator delle Svalbard – racconta Mauro Girardi – ha raggiunto le Isole a fine febbraio per quattro tour in motoslitta da una settimana l’uno, riuscendo, però, ad accompagnare solo il primo gruppo. Poi il blocco». Gruppo, che, con non poche difficoltà, è riuscito a fare rientro in Trentino, mentre le restrizioni per il Covid-19 hanno bloccato il ritorno a casa di Andrea. Le regioni artiche sono fra le poche zone al mondo risparmiate dal Coronavirus: chi ci vive o ci lavora, in qualche modo, sembra esserne protetto. Tutto intorno c’è solo una sconfinata distesa di ghiaccio, e l’isolamento, tra luoghi mozzafiato e incontri ravvicinati con la fauna locale, dalle volpi alle renne, agli orsi polari, è un’abitudine. «Rispetto a un terzo della popolazione mondiale, Andrea può uscire e “godersi” magnifici posti in cui, solitamente, svolge l’attività della sua vita: grazie alla nostra collaborazione con un’azienda locale, in questi giorni è impegnato con la custodia di bellissimi cani – racconta Girardi – essere in un luogo che si ama, come nel suo caso, alleggerisce di certo il peso della lontananza e della solitudine».

A stabilire la sua data di rientro sarà l’evoluzione dell’emergenza. «Andrea è in contatto con il Consolato per capire quando e come potrà fare rientro in Italia – puntualizza – tra le ipotesi, un volo su Oslo, ma poi una quarantena in città. Con ogni probabilità non sarà un rientro immediato». Un secolo fa gli stessi luoghi, oggi avvolti nel loro manto candido che li protegge da un’emergenza che non sta guardando in faccia nessuno, non erano sfuggiti al virus che scatenò la “Spagnola”: a Spitsbergen, la più grande delle isole, il ricordo è ancora vivo nelle croci bianche del piccolo cimitero delle vittime di quella pandemia.













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Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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