CERIMONIA

Addio a Zaaem Amash, palestinese che studiò e visse a Trento

È morto all'improvviso pochi mesi fa, viveva a Jisr az-Zarqa, villaggio a maggioranza araba in Israele, dove era impegnato per lo sviluppo economico e sociale. Domenica 11 ottobre, a Gardolo, le persone che gli erano vicine potranno salutarlo e dedicargli un pensiero. Avviata anche una raccolta di fondi a sostegno della famiglia, la moglie e i tre figli piccoli



Per domenica 11 ottobre gli amici di Trento hanno organizzato un momento di ricordo e saluto di Zaaem Amash, a quattro mesi dalla sua scomparsa.

Zaaem è cresciuto e viveva a Jisr az-Zarqa, l’unico villaggio a maggioranza araba che in Israele si affaccia sul mare Mediterraneo. Una zona che ha teoricamente grandi potenzialità sia per la pesca sia per il turismo, ma che in realtà è una delle aree più povere del paese.

Palestinese con cittadinanza israeliana, Zaaem era molto legato a Trento. Negli anni Novanta vi aveva studiato giurisprudenza, laureandosi nel 2001.

Complessivamente, aveva vissuto in città per una decina di anni. Aveva anche lavorato, in vari ambiti, per mantenersi gli studi. 

Anche dopo il suo addio a Trento, ogni tanto vi tornava per rivedere amiche e amici. L'incontro per ricordarlo e salutarlo si terrà domenica a Gardolo, alle 11, nella sala Gabardi Mosna di via Marco Pola 6.

«Zaaem - scrive il gruppo di amici che ne organizza il ricordo - era una persona molto gentile e socievole.

Lascia a Trento molte amiche e amici: compagni/e di studio, colleghe/i sul lavoro, compagni di gioco sui campi di calcio – una delle sue grandi passioni – e altre persone con le quali aveva stabilito legami importanti, dopo averle incontrate negli ambiti più vari.

Da circa una decina di anni lavorava con il sindaco del suo villaggio, nel tentativo di sostenere lo sviluppo sociale ed economico di Jisr az-Zarqa.

Ma chi ha mantenuto contatti con lui ha registrato, negli ultimi anni, un grande timore per quanto Hamas e il governo israeliano hanno scatenato a Gaza, per le ripercussioni sulla società israeliana, per gli attacchi dal Libano verso il nord di Israele – dove Zaaem viveva – per le violenze dei coloni e dell’esercito israeliano in Cisgiordania, da dove proviene la moglie.

Ci diceva che era contento della riapertura delle scuole, prima che per l’istruzione dei figli, perché hanno bunker anti missile più solidi di quello che lui aveva in casa.

E questo è il segno della vita quotidiana nella regione – se non si vive in condizioni ancora più drammatiche a Gaza o in Cisgiordania. E questo non è sano.

Ogni tanto Zaaem ragionava sul trasferirsi in Italia, per dare un futuro più sereno ai figli.

Nella foto qui sopra Zaaem Amash ai tempi dell'università a Trento, in alto, un'immagine più recente ripresa nella locandina dell'iniziativa dell'undici ottobre

Zaaem è morto all’improvviso – nel sonno – per cause naturali, come si usa dire. Anche se non è naturale vivere sempre in ansia, nel modo che abbiamo sommariamente provato a descrivere. Zaaem ha lasciato la moglie e tre figli, di età compresa tra 5 e 10 anni, in questo contesto complicato.

La sua scomparsa ha colto amiche a amici di Trento di sorpresa; molte nei mesi scorsi le assenze dovute al periodo estivo. E probabilmente non sono poche – tra quelle che gli sono state vicine – le persone che ancora non sanno della sua scomparsa.

Per queste ragioni abbiamo organizzato un momento di ricordo del nostro amico, per dare a tutti la possibilità di “salutarlo” – in un qualche modo – e di dedicargli un pensiero; ma anche come opportunità per re-incontrarsi. 

Infine, l’incontro sarà anche l’occasione per una raccolta di fondi a sostegno della famiglia».













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