In aula

Scuola dell'infanzia, resta l'apertura a luglio: bocciati i dieci mesi

Il Consiglio provinciale respinge la proposta sostenuta da migliaia di firme per modificare il calendario. Nel dibattito emergono visioni opposte tra tutela educativa e necessità organizzative. La Giunta difende il servizio estivo, ma resta aperta la frattura tra scuola e famiglie



TRENTO. Il Consiglio provinciale ha respinto il disegno di legge di iniziativa popolare che puntava a fissare a dieci mesi l’apertura annuale delle scuole dell’infanzia, escludendo il mese di luglio. Il provvedimento, promosso da Michela Lupi, Giorgia Sannicolò e Raffaella Fiorio e sostenuto da 5.865 firme, è stato bocciato con 17 voti contrari, 5 favorevoli e 9 astensioni. L’obiettivo era tutelare l’impianto educativo trentino nella fascia 3-6 anni, evitando l’estensione estiva del calendario.

Il dibattito in aula ha evidenziato una profonda divisione politica e culturale. Da un lato, chi ha sostenuto la necessità di mantenere la scuola come spazio educativo distinto dai servizi di conciliazione, richiamando il valore del tempo libero per i bambini e denunciando un’estensione “calata dall’alto” senza adeguato confronto con il personale. Dall’altro, la maggioranza ha difeso l’apertura di luglio come risposta concreta ai bisogni delle famiglie, sottolineando l’alta adesione al servizio e il risparmio economico rispetto alle alternative private.

Al centro dello scontro anche le condizioni di lavoro delle insegnanti e il rischio di snaturare la funzione educativa della scuola dell’infanzia. Più voci hanno evidenziato carichi crescenti, carenza di personale e la necessità di distinguere tra scuola e servizi estivi, proponendo un maggiore coinvolgimento del territorio e del terzo settore. Critiche sono arrivate anche sul metodo, accusato di aver alimentato una frattura tra famiglie e docenti.

In replica, l’assessora Francesca Gerosa ha riconosciuto le tensioni esistenti, rivendicando però gli investimenti messi in campo dalla Provincia e la crescente domanda delle famiglie per il servizio estivo. L’aula ha quindi respinto il ddl, lasciando aperto il confronto su un tema che resta centrale per il sistema educativo trentino.













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