Fauna

Caccia, ecco il calendario della stagione 2025-2026. Domenica 7 settembre il via

La giunta provinciale ha approvato il calendario venatorio e le consuete prescrizioni tecniche, già sottoposti all’esame dell’Osservatorio faunistico provinciale, dell’Ispra e dell’Act



TRENTO. Penderà ufficialmente il via domenica 7 settembre, un’ora prima dell’alba, la stagione venatoria 2025-2026 in Trentino. La Giunta provinciale ha approvato, con due distinte delibere, il calendario venatorio e altre prescrizioni tecniche per l’attività dei cacciatori sul territorio provinciale. Il primo dei due provvedimenti definisce in dettaglio le limitazioni riguardanti le specie cacciabili, i periodi, le giornate e gli orari consentiti, tenendo conto delle specifiche fasi biologiche che caratterizzano le diverse specie animali selvatiche. 

Entrambi i documenti, nella loro versione preliminare, sono stati preventivamente sottoposti all’esame dell’Osservatorio faunistico provinciale, dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dell’Associazione cacciatori trentini, in qualità di ente gestore della caccia.

Nello specifico, la caccia apre il 7 settembre per capriolo e cervo, oltre che per cornacchia grigia e nera, ghiandaia e merlo, mentre a partire dal 21 settembre si potranno cacciare beccaccia, cesena (fino al 31 gennaio), quaglia e tordo sassello. 

Il 16 agosto è programmato il via all’attività per quanto riguarda camoscio e muflone. Infine, il primo ottobre è consentito l’abbattimento del fagiano di monte. 

Si ricorda che la disciplina della caccia impone il "silenzio venatorio" nei giorni di martedì e venerdì. È inoltre vietato esercitare l’attività di domenica nei mesi di maggio, giugno e agosto. 

Queste e altre regole della caccia, non si applicano invece all'attività di controllo, prevista dalla legge, regime a cui sono sottoposte alcune specie come il cinghiale. Quest’ultimo, infatti, è oggetto di un piano di controllo specifico, attivo da diversi anni e finalizzato al contenimento della diffusione della peste suina africana. 


Infine, si segnala l’obbligo, per chiunque abbatta, catturi o rinvenga uccelli inanellati, di darne comunicazione all’Ispra tramite apposita mail. Gli anelli, applicati alle zampe degli uccelli nell’ambito di progetti scientifici, consentono di monitorare le rotte migratorie e le capacità di spostamento delle diverse specie ed è dunque importante tenere traccia dei diversi eventi per la raccolta dei dati.













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