OLIMPIADI

Pensiamoci bene, ai Giochi delle Dolomiti

I tirolesi hanno detto "no", per la terza volta, ad una seconda edizione dei Giochi olimpici invernali, dopo quella di Innsbruck 1976. Un dato che dovrebbe invitare a riflettere. Tiziano Mellarini, assessore provinciale trentino allo Sport, non ha atteso invece nemmeno che le urne oltrebrennero fossero chiuse, per rilanciare il progetto - a lui carissimo - delle Olimpiadi dolomitiche: Trento, Belluno e Bolzano (ma il livello di coinvolgimento dei potentissimi "cugini" altoatesini non è chiaro, e anche questo fa pensare) assieme per tagliare l'unico traguardo che manca a dirigenti sportivi ed amministratori, i nostri, che hanno già organizzato Mondiali di sci alpino, sci nordico e biathlon e le Universiadi, per non parlare delle decine di gare di Coppa del Mondo di tutti gli sport invernali. Il progetto è affascinante, bocciarlo a priori sarebbe sciocco. Ma un'Olimpiade invernale - checché ne dica, anche dalle colonne di questo giornale, il presidente della Fisi Roda - comporta investimenti importanti: pensiamo, ad esempio, all'impianto di bob e slittino e ad un ovale al coperto per il pattinaggio velocità. In Trentino, Alto Adige e nel Bellunese non farebbero forse la fine di quelli di Torino 2006, ma i costi (di realizzazioone prima e di gestione poi) di queste ed altre strutture impongono una riflessione ad un livello più alto dei sogni di questi ultimi giorni.

Twitter: @mauridigiangiac

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Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

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Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle