ITINERARI

Tra Lucca e la Garfagnana, lungo i sentieri di Pascoli e Puccini

Nella valle del Serchio, le Apuane da una parte e gli Appennini con l'Abetone dall'altra: si coltiva il farro e la natura sulle colline alte è selvaggia, lungo un itinerario che racconta i due celebri artisti e ne custodisce molti ricordi che si possono visitare

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C'è una foto nella casa di Castelvecchio dove tutto per volontà di Mariù è rimasto intatto come quando lui era in vita: ritrae un sorridente e baffuto Giacomo Puccini con Giovanni Giocosa sull'altana della casa, in visita al poeta che è dietro la macchina fotografica.

Pascoli e Puccini avevano un progetto comune, un'opera lirica, che mai vide la luce. I due si conoscevano bene e si stimavano seppure fossero di due personalità opposte.

Tra Lucca e la Garfagnana un itinerario li racconta entrambi, specialmente negli aspetti più privati.

Le radici romagnole di Giovanni Pascoli trovaronA Lucca si incontrano le memorie pucciniane.o stabilità e il famoso nido familiare quando in provincia di Lucca, a Castelvecchio Pascoli poco sotto Barga in Garfagnana, comprò una villa dalla vista ampia sulle Apuane, la bicocca di Caprona amava chiamarla e piantò nel giardino il cedrino, l'erba limoncina, che a suo dire gli ricordava appunto le sue parti, San Mauro di Romagna.

La villa di Castelvecchio è una casa museo meta di migliaia di visitatori appassionati e al tempo stesso una fotografia nitida di come si viveva in quei primi anni del Novecento e come viveva lui, Zvanì, alla romagnola, il diminutivo con cui lo chiamavano e che ha dato il titolo ad un bel film di Giuseppe Piccioni  sul romanzo familiare di uno dei massimi (e dimenticati) poeti italiani con Federico Cesari, Benedetta Porcaroli, Liliana Bottone.

Siamo nella valle del Serchio, le Apuane da una parte e gli Appennini con l'Abetone dall'altra, si coltiva il farro e la natura sulle colline alte è selvaggia, boschiva, regala funghi e castagne, invita al silenzio e al recupero di tempi lenti in cui andare per cantine  come quella resiliente della famiglia Concori che con grande tenacia ha piantato vitigni dove non c'era tradizione, ha scelto la coltivazione biodinamica, arrivando a produrre, 25mila bottiglie, specie di Sirah e Pinot Nero. e dove si possono fare anche percorsi di wine casting e d'autunno contribuire alla pigiatura delle uve come un tempo (solo piedi femminili, come da tradizione).

Passeggiando per Barga tra le viuzze del centro poco affollate fuori stagione ma frequentatissime d'estate saltano subito all'occhio colori e accenti: siamo in uno dei borghi arancioni tra i più belli d'Italia, meno di 10mila abitanti e la più alta densità di scozzesi. Perchè da qui parti una ondata migratoria tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 verso la Scozia, in particolare Glasgow e Paisley.

Molti barghigiani aprirono fish&chips, trattorie e gelaterie, mantenendo un legame così forte che oltre il 60% dei residenti ha legami di sangue con la Scozia, e così da quelle famiglie miste e soprattutto dai loro discendenti arriva un turismo di ritorno sentimentale e affettuoso cheogni estate torna a incrociare nelle nuove generazioni i due paesi.

Barga è ospitalità, mangiare bene con i prodotti dop del territorio come la zuppa di legumi della Garfagnana con i fagioli giallorino e fico, i formaggi pecorino di grotta, lo stracchino ancestrale di mucca, i salumi speciali come la Mondiola a U con alloro, il salame speziato Biroldo, il capocollo, la finocchiona lavorati nell'antica norcineria Bellandi con i presidi slowfood , i tortelli toscani con ragù e funghi, paesaggi e su in cima una chiesa suggestiva dell'anno Mille, il duomo di san Cristoforo, con una colossale statua lignea del XIII secolo del patrono, alta quasi 4 metri, raffigurato barbuto con il Bambino Gesù mentre attraversa il Giordano e un raffinato pulpito romanico ancora oggi in uso come palco durante le funzioni religiose.

Anche qui una curiosità è da raccontare: quella del doppio tramonto sul Monte Forato.

Intorno all'11 novembre  e al 30 31 gennaio, il sole tramonta dietro l'arco naturale del monte e riappare brevemente per tA Lucca si incontrano le memorie pucciniane.ramontare una seconda volta. Questo fenomeno astronomico, visibile dal sagrato, illumina simbolicamente la chiesa e ogni anno richiama appassionati di tutto il mondo .

Il "nido" di Pascoli, con i piatti del pranzo e gli utensili lasciati là precisi come erano, il giardino digradante bellissimo dove sono seppelliti l'amato cane Guli' e l'uccellino Merlin, il famoso salotto studio con le tre scrivanie cui il poeta si alternava negli studi e nella scrittura tra latino, poesia, e Dante, le camere da letto piccole con le testate confinanti, separate solo da un piccolo muro, perché tra Zvani' e la sorella Maria c'era un legame fortissimo ai limiti dell 'incestuoso e la cappella di famiglia dove entrambi sono sepolti, con il dettaglio macabro delle fessure tra i marmi della tomba dove Mariù andava a pregare il fratello toccando con le mani la bara di Giovannino è ai piedi del Ciocco.

Si tratta di, una gigantesca tenuta della famiglia di Guelfo Marcucci con dentro il quartiere generale della farmaceutica di famiglia, Kedrion e l'hotel Renaissance Tuscany il Ciocco del gruppo globale Shaner, un resort e spa adatto al turismo anche familiare oltre che convegnistico, ospita summit universitari da tutto il mondo e cosa curiosa e' una nota meta italiana per matrimoni indiani in stile Bollywood.

Da qui si parte per gite nei dintorni o per degustazioni di vini o laboratori di cucina da fare in loco, cantuccini con le mandorle e la farina di castagne, pappardelle al cavolo nero con ragù di maiale tra le proposte experience per chi soggiorna.

Nella tenuta si fanno tanti sport, a cominciare dal trekking. Tra gli itinerari suggeriti è davvero una scoperta il paese di Gallicano con un bellissimo lungo fiume Serchio e poi salendo su la Grotta del vento.

Situata al centro del parco naturale delle Apuane, sempre in provincia di Lucca, la è tra le grotte più belle d'Italia con il suo affascinante mondo sotterraneo fatto di stalattiti e stalagmiti vive, brillanti, policrome, con l'alabastro a creare rucanu e drappeggi, con i suoi mini laghi sotterranei abitanti da invisibili gamberetti.

Si entra prenotando e sempre guidati e la visita d'estate è perfetta per rinfrescarsi: la grotta è chiamata così perché fu scoperta proprio grazie al buco (diventato poi dopo gli scavi di inizio secolo la via di accesso per entrare) da cui fuoriusciva aria.

Una raccolta di pietre, minerali e fossili nella casa di ingresso, gestita dal Cai, avvicina le persone a questo misterioso mondo. 

Da Gallicano si torna giù verso Lucca incontrando Dante lungo la strada vale la sosta a Ponte del diavolo o della Maddalena a Borgo a Mozzano., meraviglia architettonica asimmetrica a tre arcate con il suo arco a schiena di asino, fatto costruire da Matilde di Canossa nel Medioevo, scatto classico ad Halloween per la sua leggenda.

Leggenda narra di un capomastro disperato per il ritardo della costruzione che venne a patto con il diavolo: il ponte sarebbe finito in una notte in cambio dell'anima del primo passante ma il costruttore si beffò del diavolo facendolo percorrere da un cane. 

Il diavolo, infuriato per l'inganno e per aver ottenuto un'anima animale invece di una umana, si gettò nel fiume Serchio, scomparendo tra le acque. Nel Canto XXI dell'Inferno, Dante descrive i ponti di Malebolge, in particolare il sesto arco, crollato e "tutto spezzato".

Virgilio e Dante attraversano questi ponti rocciosi per sfuggire ai diavoli (Malebranche) che sorvegliano i barattieri immersi nella pece bollente, in un paesaggio descritto come "mirabilmente oscuro e questo evocherebbe proprio il ponte sul Serchio.

A Lucca si incontrano le memorie pucciniane. La casa natale al secondo piano in Corte san Lorenzo in cui nacque nel 1858, trasformata in museo e che rivive oggi come all'epoca in cui vi abitava il giovane Giacomo.

Qui si accarezzano il pianoforte Steinway e Sons su cui compose Turandot, partiture autografe di composizioni giovanili, lettere, fotografie, bozze preziose come quelle dei libretti di Tosca e della Fanciulla del West, il costume bellissimo e prezioso di Turandot indossato da Maria Jeritza alla Metropolitan Opera House di New York nel 1926. La casa del centro di Lucca fa parte di una rete museale dedicata al musicista. Passeggiando sopra le mura di Lucca alla scoperta di questa meravigliosa città toscana si trova la Casermetta San Colombano, il centro studi della Fondazione Giacomo Puccini con l'archivio meta di innumerevoli ricercatori che qui vengono a consultare le carte di un grande e in parte inesplorato patrimonio.

Al Grande Universe di Lucca, hotel storico e di grande fascino con una torre alta con vista a 360 gradi sulla citta, diventata champagneria e punto privilegiato per eventi musicali come il Lucca Summer Festival, Puccini era un habitué racconta il managing directory Georges Midleje. Questo , e la residenza poco distante , è un luogo in cui il passato riaffiora dentro ogni dettaglio. Era un palazzo nobiliare della famiglia Paoli nell’Ottocento, prima di trasformarsi, nel 1857, in un albergo chiamato L’Universo, meta di scrittori, compositori e grandi poeti come Pascoli e Ungaretti.

L'itinerario pucciniano non può non includere Torre del Lago, poco distante, per molti anni amatissima residenza del Maestro che qui diede alla luce molti dei suoi capolavori e che permette ancora oggi al visitatore di immergersi nell’atmosfera dei luoghi originali, ritrovando intatti gli ambienti dei quali Puccini aveva curato personalmente ogni dettaglio.













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