Artico sempre più blu, il riscaldamento globale trasforma i paesaggi polari
A lanciare l'allarme è Camilla Brekke, direttrice dell'Istituto Polare Norvegese, che alla prima Conferenza Nazionale Polare, a Roma, ha invitato la comunità scientifica internazionale a collaborare in vista del quinto Anno Polare Internazionale, previsto per il 2032-2033
Il riscaldamento globale sta trasformando la regione artica a un ritmo senza precedenti e l'Oceano Artico sta perdendo il suo colore bianco per diventare blu: lo ha detto Camilla Brekke, direttrice dell'Istituto Polare Norvegese, in occasione della prima Conferenza Nazionale Polare organizzata a Roma, presso la sede del Cnr. La ricercatrice ha esortato la comunità scientifica internazionale a unire le forze in vista del prossimo Anno Polare Internazionale, previsto per il 2032-2033.
"Nell'Artico si possono osservare cambiamenti drastici del paesaggio a occhio nudo, di anno in anno. Emerge un nuovo scenario man mano che il permafrost si scioglie e i ghiacciai arretrano, rendendo difficile il lavoro sul campo per i ricercatori", ha detto Brekke ai microfoni dell'Ansa. Si tratta di una trasformazione rapida e visibile che sta modificando il paesaggio, con l'Oceano Artico che passa dal bianco a un colore prevalentemente blu; un cambiamento che rende l'area più accessibile al turismo e ai trasporti, alterandone profondamente gli equilibri. Brekke ha inoltre lanciato un appello a partecipare al quinto Anno Polare Internazionale, in programma per il 2032-2033; le edizioni precedenti si erano svolte a intervalli di 50 anni. "Dobbiamo anticiparlo, a soli 15 anni di distanza dal precedente, perché le regioni polari stanno cambiando a una velocità allarmante", ha aggiunto Brekke.
"È importante comprendere - ha proseguito - che le regioni polari sono luoghi vitali per l'intero pianeta, il nostro sistema di raffreddamento, ed è fondamentale capire cosa stia accadendo per poter elaborare previsioni accurate e adottare le opportune contromisure".