Dillo al Trentino

«Perché nelle case di riposo non si utilizzano latte e acqua dal Trentino?»

La segnalazione: «Parliamo spesso di risorse locali e di “chilometri zero”, e poi gli appalti vanno sempre alle ditte da fuori. Davvero deve contare soltanto il prezzo?». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

TUTTI GLI ARTICOLI DI «DILLO AL TRENTINO»
 



TRENTO. Maria è una Oss che lavora in una delle case di riposo di Trento. L’assistenza agli anziani è uno dei lavori più difficili e delicati, soprattutto in questi ultime due anni dove i protocolli anti-Covid hanno messo a dura prova il fisico e anche i nervi di chi lavora all’interno di una Rsa.

Ma Maria non ha alcuna intenzione di lamentarsi del suo lavoro, anzi. Le ultime due stagioni di convivenza col Covid sono state dure, durissime, e all’orizzonte sono in arrivo i problemi derivanti dalla guerra in Ucraina con conseguenze molto forti sui prezzi delle materie prime e anche del cibo.

Ed è proprio dal conflitto in Ucraina che forse nasce una nuova consapevolezza sui prodotti che utilizziamo e su quanto una filosofia “a chilometri zero” può essere importante (e forse decisiva) per un futuro forse un po’ meno globale ma sicuramente più focalizzato all’utilizzo delle risorse del territorio.

Ed è qui che Maria vuole porre l’attenzione, con la sua mail inviata a dilloaltrentino@giornaletrentino.it per cercare di smuovere l’attenzione su un tema troppo spesso dimenticato da tutti noi.

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

Scrive Maria: «Buongiorno sono una Oss e lavoro in una casa di riposo di Trento.

Spesso nei vari lavori che ho svolto mi sono domandata come mai una provincia ricca di prodotti buonissimi come la nostra (penso al latte, allo yogurt, alla pasta, all’acqua, solo per citare i primi che mi vengono in mente) utilizzi nelle case di riposo prodotti di ditte da fuori, come il latte della Granarolo per fare un esempio, anziché usare quello della nostra Centrale del latte.

Per non parlare degli yogurt e soprattutto dell’acqua: ma perché non utilizzare quella di Pejo o quella di Levico, tanto per citare le prime trentine che mi vengono in mente?

TUTTI GLI ARTICOLI DI «DILLO AL TRENTINO»

Capisco che dietro ci siano dei ragionamenti di tipo economico nelle gare d’appalto, ma possibile che le ditte trentine non riescano ad essere concorrenziali? E comunque: davvero la politica trentina può puntare solo e soltanto su un discorso di prezzi e di costi anziché fare un ragionamento più complesso sullo sfruttamento delle risorse che abbiamo in casa?», si chiede Maria.

Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it oppure mandateci un messaggio in direct sulla nostra pagina Facebook.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle