Morì per Covid, imputazione coatta del gip per il medico Il caso a Rimini, al via il processo per omicidio colposo



RIMINI - A 55 anni, Silvio Ferrari, originario di Morciano di Romagna (Rimini), era morto per le conseguenze di una polmonite interstiziale acuta da Covid-19. Era il 12 aprile del 2020, e l'Italia era nel pieno del primo lockdown. In buona salute, rappresentate di commercio, si era sentito male il 13 marzo, aveva chiamato più volte il medico di base per essere visitato. Il professionista però gli aveva diagnosticato telefonicamente una semplice influenza di stagione. Quando le condizioni si erano aggravate Ferrari era stato ricoverato, il 20 marzo 2020 all'Ospedale di Riccione e poi trasferito in terapia intensiva a Rimini, dove era morto il 12 aprile con una diagnosi di Covid. Se fosse stato ricoverato prima, si sarebbe salvato? Perché il medico di base non ne aveva disposto il ricovero in tempi più rapidi? Domande alle quali i familiari dell'agente di commercio, rappresentati dall'avvocato Ninfa Renzini, hanno cercato una risposta presentato una denuncia-querela nei confronti del medico di base, a loro dire, responsabile di non averlo visitato o disposto il ricovero in tempi più rapidi. Sulla vicenda la Procura della repubblica di Rimini si è già espressa con una richiesta di archiviazione, ma il gip, Manuel Bianchi ha disposto l'imputazione coatta del medico di base, difeso dagli avvocati Filippo Gennari e Francesco Pisciotti, per omicidio colposo, colpa medica. Ieri, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Rimini si è tenuta la prima udienza del processo con l'audizione di alcuni testimoni. L'udienza è stata rinviata 6 al marzo dopodiché verranno ascoltati i consulenti medico legali delle parti.









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È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale



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Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle