Marcialonga, tutto pronto per l'edizione numero 41
Presentata la gara di domenica: i norvegesi sono ormai più degli italiani. Il dilemma della sciolina
TRENTO. Marcialonga, gara dei campioni e dei bisonti. Marcialonga, pista di neve invernale e compatta in Val di Fassa e di neve battuta per giorni dalla pioggia – e quindi prima ghiacciata e poi chissà? – in Val di Fiemme. Poco male per i campioni, che domenica, alle 8 a Moena, partiranno alla volta del giro di boa di Canazei senza sciolina, forti di braccia allenate a decine e decine di chilometri di double poling, quell’infernale esercizio di forza bruta nel quale gli scandinavi stanno trasformando il passo classico. Saranno presumibilmente dolori, invece, per migliaia e migliaia di amatori, fin d’ora di fronte ad un dilemma: sciolinare con la klister – facendo un sacco di fatica inutilmente nel tratto ascendente ma potendo di contro contare su uno sci decisamente più performante in Val di Fiemme – o accontentarsi di una stick, con il rischio di non tenere a sufficienza negli ultimi chilometri?
È la tecnica classica, bellezze. La restaurazione voluta nel 2003 da Alfredo Weiss ha portato nelle valli di Fiemme e Fassa migliaia di vichinghi – su un totale di oltre 7.700 partenti, quest’anno solo i norvegesi saranno 2.672 contro 2.413 italiani – e milioni di euro, ma ovviamente ha anche un prezzo. E lo pagano i bisonti. I benefici, invece, sono tutti per l’economia delle due vallate: un indotto appunto milionario, fiore all’occhiello del sistema Trentino che ieri, alla presentazione della 41esima edizione della granfondo, tanto gli assessori provinciali Dallapiccola (turismo) e Mellarini (sport) quanto il presidente delle Casse Rurali Fracalossi hanno messo nei loro cannoni per replicare al fuoco delle polemiche anti-autonomistiche aizzato nei giorni scorsi da Vespa a Porta a porta e da Giletti a Domenica In.
Senza entrare nella disputa, bisogna riconoscere che gli organizzatori della Marcialonga ci hanno saputo fare, se è vero, come è vero, che quest’anno sulla pista, accanto a quelli della Cooperazione trentina, spiccherà anche il marchio della Coop Norway e che tra gli sponsor che portano complessivamente 300 mila euro alle casse della granfondo ci sono altre grandi aziende scandinave e internazionali. «300 mila euro, che sono i soldi che abbiamo già speso per innevare il tracciato – dice Angelo Corradini, all’esordio in qualità di presidente dopo il ventennio di Alfredo Weiss – Quest’anno il meteo ha messo a dura prova i nostri nervi, con pochi giorni davvero freddi e tanta pioggia. In Val di Fassa è inverno vero e c’è tanta neve, in Val di Fiemme il paesaggio è appena bianco ma la pista è comunque pronta».
Un po’ meno diplomatica Gloria Trettel, direttore generale di Marcialonga: «Gli iscritti sono oltre 7.500, speriamo che vada tutto bene – ha detto, non riuscendo a nascondere un po’ di preoccupazione – La pista era perfetta fino a Natale, poi purtroppo abbiamo avuto pioggie molto insistenti e temo che in Val di Fiemme sarà ghiacciata e un po’ più stretta dell’anno scorso. Ma noi abbiamo la forza e la determinazione per condurre in porto la nostra gara, a differenza di quello che sta succedendo nel resto d’Europa».
Sabato il già citato ex presidente Alfredo Weiss sarà il numero 1 della Marcialonga Story, domenica invece il primo pettorale della Light – arrivo a Predazzo – sarà appannaggio di Cristian Zorzi, evidentemente non preparato a sufficienza per lanciare la sfida ai giganti scandinavi. A proposito: dopo il post allarmante su Instagram dell’altro giorno, ieri il campione uscente Jørgen Aukland ha sciolto le riserve sempre sul social. Ma i nostri Bruno debertolis e Nicola Morandini sono in agguato.