Sci alpino

Italia, giù a tutta fino a PyeongChang

Dopo Innerhofer e Paris, batte un colpo anche De Aliprandini. E venerdì tocca a Gross, piede permettendo


di M. DI GIANGIACOMO


La buona prova offerta da Luca De Aliprandini sulla Gran Risa – ottavo a 7 decimi dal podio nonostante un gravissimo errore nella prima manche – fa eco ai segni di vita offerti da Christof Innerhofer e Dominik Paris in Val Gardena, cancellando – con il fondamentale contributo della “solita” Sofia Goggia – la brutta sensazione di una partenza a “fari spenti” degli azzurri proprio nella stagione olimpica. Del resto, specie per atleti non più giovanissimi come i nostri, è bene conservare i colpi migliori per le gare a cinque cerchi di PyeongChang, e lo scriviamo memori di quanto successe nella passata stagione, addirittura trionfale in Coppa del mondo e poi magrissima ai Mondiali di Sankt Moritz.

Per scongiurare un altro flop, la Fisi ha modificato i criteri per le convocazioni, che da questa stagione saranno designate dai tecnici senza dover tenere conto alla lettera dei piazzamenti conseguiti dagli sciatori. Ma, a poco più di un mese e mezzo dall’appuntamento olimpico, è venuto il momento di fornire almeno le cosiddette “prove d’efficienza”: lo hanno fatto appunto Inner, Domme e Finferlo, speriamo che il piede gonfio permetta di farlo anche a Stefano Gross venerdì a Madonna di Campiglio: Sabo non si può accontentare del sesto posto di Val d’Isere, né della medaglia di legno di Sochi.

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