Pattinaggio pista lunga 

Giovannini e C. al lavoro a Senigallia

Trento. Riparte da Senigallia, nelle Marche, il cammino della Nazionale italiana di pattinaggio su pista lunga, dopo i tre mesi di stop forzato imposti dall’emergenza sanitaria, legata alla pandemia...



Trento. Riparte da Senigallia, nelle Marche, il cammino della Nazionale italiana di pattinaggio su pista lunga, dopo i tre mesi di stop forzato imposti dall’emergenza sanitaria, legata alla pandemia di Covid-19. Gli azzurri del direttore tecnico Maurizio Marchetto sono attesi da una settimana abbondante di lavoro in quello che è a tutti gli effetti il primo raduno di preparazione in vista della prossima stagione. Una ripartenza inevitabilmente condizionata dalle restrizioni e dai limiti imposti dalle norme anti Covid-19 e tuttavia fondamentale per gettare le basi dell’annata che verrà. Una prima volta assoluta anche per Senigallia, location mai sin qui sede degli allenamenti azzurri e scelta in questa occasione per trovare un clima più mite rispetto alle più classiche soluzioni in altura.

Dieci gli atleti convocati dal direttore tecnico Marchetto: Francesco Betti (Fiamme Oro), David Bosa (Fiamme Oro), Davide Ghiotto (Fiamme Gialle), Andrea Giovannini (Fiamme Gialle), Michele Malfatti (Sporting Club Pergine), Mirko Giacomo Nenzi (Fiamme Gialle), Jeffrey Rosanelli (Sporting Club Pergine), Enrico Salino (Fisio Pro Team), Alessio Trentini (Velocisti Ghiaccio Pergine) e Nicola Tumolero (Fiamme Oro).

«Era importante e necessario ritrovarsi con tutto il gruppo per fare il punto della situazione. Rivedere i ragazzi di persona dopo mesi è stato un grande piacere e li ho trovati fisicamente bene, segno che hanno lavorato con serietà e dedizione durante il lockdown - spiega il d.t. azzurro Marchetto -. Le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ovviamente ci impongono un lavoro diverso da quello che avevamo pensato ma la cosa fondamentale ora è iniziare: dalla logistica agli allenamenti tutto è differente rispetto al solito. Gli atleti mangiano distanziati, dormono in camere singole, si allenano in palestra in gruppi separati e anche durante le sessioni con i roller non si possono accodare producendo la classica fila ordinata. Solitamente in questo periodo privilegiamo il lavoro in bici ma dovendo giocoforza cambiare la metodologia recupereremo la bicicletta più avanti e ora ci dedichiamo ai pattini a rotelle all’interno del circuito di Senigallia».













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