Gialloblù con il coltello tra i denti non vanno dati punti alla P. Patria
TRENTO. Archiviato il buon esordio di mister Rastelli di sette giorni fa, serve un Trento con il coltello tra i denti per riuscire oggi a fare punti, possibilimente 3, contro la Pro Patria, seconda...
TRENTO. Archiviato il buon esordio di mister Rastelli di sette giorni fa, serve un Trento con il coltello tra i denti per riuscire oggi a fare punti, possibilimente 3, contro la Pro Patria, seconda in classifica. La salvezza diretta dista 4 punti a 4 giornate dalla fine e per sperare di evitare i playout servirà un Trento al limite della perfezione, approfittando di possibili passi falsi delle dirette rivali. La speranza è che Rastelli si confermi bestia nera della Pro Patria: il tecnico romano ha infatti sconfitto la squadra di Busto Arsizio prima nella finale playout di Lega Pro con il Pergocrema nel 2010 e poi in quella playoff di seconda divisone con la Feralpisalò la stagione successiva. La squalifica di Papa Dadson spariglia le carte in mezzo al campo, mentre i rientri di Bortoli e Carella offrono a Rastelli un maggior numero di opzioni per quanto riguarda la formazione da mandare in campo. La sensazione è però che rispetto alla vittoria contro la Grumellese poco verrà cambiato. Ecco quindi che i gialloblù potrebbero scendere in campo con quel 4-3-3 ormai modulo di riferimento, con la stessa linea difensiva della scorsa giornata (Toscano, Sorbo, Kostadinovic e Badjan) davanti a Festa, mentre in mezzo al campo con Bacher e Furlan giocherà uno tra Appiah e Boldini per sostituire Dadson. Il tridente offensivo sarà composto da Aperi, Ferraglia e Bardelloni, anche se resta l'opzione del tridente "vecchio" in avanti (Aperi, Zecchinato e Bardelloni) se mister Rastelli decidesse di schierare Bertaso a centrocampo.
Se il Trento ha un disperato bisogno di punti per non finire ai playout, lo stesso si può dire degli ospiti per puntare alla promozione diretta, arrivando al «Briamasco» a 4 punti di distanza dalla cima della classifica ma con una gara in meno rispetto al Rezzato capolista. Gli uomini più pericolosi della squadra allenata da Javorcic sono senza dubbio la punta ex Fc Alto Adige Giuseppe Le Noci, 135 reti siglate tra C1 e C2, e Mario Santana, ala destra che ha giocato, tra le altre, in Fiorentina, Napoli e Torino. L'argentino ha già segnato 12 gol in stagione ma è in forte dubbio oggi a causa di uno stiramento alla coscia ancora da smaltire.
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