Giacomo: «La maturità è la mia prossima gara» 

Bertagnolli: «La fatica più grande in Corea sono state le levatacce alle 4 del  mattino. Senza Fabrizio non avrei mai vinto. Ringrazio tutti per l’accoglienza» 



CAVALESE. Giacomo Bertagnolli nella sua classe è sempre stato ammirato da tutti per la sua forza il suo coraggio, ma è sempre stato anche un po’ cullato e coccolato dalle sue compagne, visto che è l’unico maschio nella quinta dell’indirizzo scienze umane.

Giacomo, qual è stata la fatica più grande?

«Sicuramente l’ultima gara di slalom, poiché nella prima manche avevo perso dei secondi preziosi ed allora dovevo recuperare».

La prima medaglia a chi l’hai dedicata?

«A mia sorella Sofia, che trepidava per me e continuava ad incoraggiarmi».

E la seconda?

«A tutti quelli mi sono stati vicino ed hanno permesso di presentarmi alle gare in buona forma e preparazione fisica».

L’ultima medaglia, quella d’oro, Giacomo l’ha voluta dedicare alla sua guida a Fabrizio Casal che gli ha permesso di raggiungere un risultato davvero straordinario. Giacomo Bertagnolli , capricorno , perché è nato il 18 gennaio del 1999, è un ragazzo tenace e noi lascia mai nulla di intentato e di incompiuto. «Ho iniziato a sciare a tre anni – raccolta Giacomo – ed ho avuto davvero un bravo maestro, mio padre Michele, che mi ha spinto e anche incoraggiato ad avviare i primi approcci all’agonismo. Io ero felice dei primi successi, anche se inizialmente non avevo grosse ambizioni».

Quando ha iniziato insieme a Fabrizio?

«Sono solo tre anni – ammette –, ma in lui ho trovato una guida capace, attenta e premurosa. Fra noi c’è un feeling speciale e ora siamo riusciti a lavorare in perfetta sintonia. Se non fosse così non sarei riuscito a portare a casa nessuna medaglia. Le nostre vittorie sono conquistate insieme e di questo sono orgoglioso».

La fatica più grande a PyeongChang?

«Le levatacce alle 4 del mattino. Il villaggio olimpico era a 45 minuti di pullman – spiega Giacomo – ogni mattina era una gran fatica alzarmi».

Il suo obiettivo qual è ora?

«Superare la maturità».

E dopo?

«Continuare ad allenarmi per migliorare ancora la mia performance e partecipare a tutte le gare. In aprile parteciperò già campionati italiani».

Si aspettava un’accoglienza come questa?

«È stata straordinaria, non mi aspettavo di vedere tanta gente e di sentire tanti apprezzamenti e così belle parole su di noi. Vi ringrazio di cuore tutti. Sono commosso».(l.ch.)

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