lavoro

Metalmeccanici, contratto disdetto dagli artigiani

L’accordo per il settore (4 mila lavoratori) era stato appena firmato. Contestato l’aumento di 50 euro. Furiosi i sindacati



TRENTO. L’Associazione Artigiani ha disdettato il contratto dei lavoratori metalmeccanici dipendenti di imprese artigiane che era stato firmato poco più di un mese fa, il 19 settembre. Un fulmine a ciel sereno per i sindacati e per i 4 mila lavoratori del settore. Il contratto era stato firmato dopo almeno sei mesi di confronto, ma già dopo pochi giorni le aziende artigiane del settore avevano fatto bene i conti e si erano accorte che poteva essere troppo oneroso. Così nelle successive assemblee hanno manifestato molti dubbi. Alla fine, l’Associazione, anche in considerazione del fatto che a breve saranno cambiati gli organi, ha deciso di disdettare il contratto. Contestati tre punti: l’aumento di 50 euro mensili lordi, il fondo malattia dello 0,60 per cento a carico delle aziende e la flessibilità con un fondo di 50 ore e due giornate lavorative pagate da usare per affrontare cali di lavoro. I sindacati sono infuriati, sia nel merito che nella forma. A farli arrabbiare anche le modalità che sono state scelte per disdettare il contratto. Il presidente Roberto De Laurentis spiega che le aziende artigiane hanno fatto bene i conti e rischiavano di saltare: «Io ho firmato il contratto dopo che mi era stato detto che tutto andava bene. Però, quando abbiamo iniziato il confronto con le aziende, con le assemblee sul territorio, sono emersi i problemi. In molti ci hanno spiegato che rischiavano di non farcela e che il contratto era troppo oneroso. Così abbiamo deciso di disdettare il contratto. I punti che contestiamo sono soprattutto tre. Il primo è il cosiddetto fondo malattia. Adesso l’azienda paga i primi tre giorni di malattia. Con il nuovo contratto invece era previsto uno 0,60 per cento sullo stipendio da versare in un fondo che avrebbe coperto le malattie. Però ci siamo resi conto che questo sistema porterebbe molti problemi. Poi c’è il capitolo flessibilità, con 50 ore e due giornate lavorative, tutte pagate dalle aziende, che dovevano coprire i cali di lavoro. Infine, viene contestato l’aumento di 50 euro mensili lordi che, con i contributi, arrivano a 900 euro all’anno. In un momento di crisi è troppo. Adesso così i nostri uffici paghe continueranno a pagare con il vecchio sistema». Infuriati i sindacati che con una nota congiunta firmata dai segretari Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti attaccano: «La disdetta di un contratto di lavoro ad un mese dalla firma e' senza precedenti. L'Associazione Artigiani ha preso in giro i lavoratori metalmeccanici, rimangiandosi l'aumento economico previsto dal contratto. Gli artigiani trentini, quelli che faticano, sono persone serie. I loro rappresentanti si sono rivelati inaffidabili dilettanti allo sbaraglio. Stiamo verificando con i nostri legali la stessa validità della disdetta. Non e' finita qui».













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle