Ciclismo: nasce una stella trentinaDaniel Oss in fuga solitaria al Tour

Il 23enne perginese, dopo una fuga di 200 km, si è arreso solo a 5 km dall'arrivo a Bordeaux al gruppo che stava rimontando. Ma il suo è un Tour de France da protagonista


Gianpaolo Tessari


TRENTO. Daniel Oss si è concesso un bicchiere di grande vino rosso della città che ospitava l’arrivo del Tour de France, Bordeaux. Già perchè, se ce ne fosse stato bisogno, Daniel ha avuto la conferma di avere tutto per essere a breve un grande del ciclismo mondiale.
Non ha vinto, no. Ma ha straconvinto. Dunque: 23 anni, al suo primo Tour de France, il perginese aveva già collezionato due piazzamenti nei dieci, nonostante non si fosse mica risparmiato nel dare una robusta mano ai compagni della Liquigas nelle tre settimane di corsa. Per di più ieri si era reduci dall’indigestione di montagne, Tourmalet in ultimo, che ha avvelenato i polpacci del gruppo.
Ebbene Oss, dimostrando di avere forza nei muscoli e nell’animo, è partito a tutto gas con tre compagni di avventura (Breschel, Vaugrenard e Pineau) poco dopo che si era abbassata la bandierina dello starter, a Salies de Bearn, quattro minuti il vantaggio massimo ottenuto.
E la manetta del motore Oss l’ha tenuta aperta sino a quando, da solo, è scattato ancora sui pedali, bocca spalancata a cercare l’ossigeno, ai meno 15 da Bordeaux. A quel punto con il fiato del gruppone lanciato a 55 all’ora, il nostro si è fatto altri sette chilometri con poco meno di 25 secondi di vantaggio. Si è arreso ai meno cinque, quando la strada è diventata larga e dritta, e il plotone tirato dagli uomini di Cavendish e Petacchi ha colmato il disavanzo. Ma ad esperti e tifosi non è sfuggita l’azione ai 60 all’ora del nostro che, con tutto quello che aveva speso, ha comunque avuto la voglia di rilanciare nell’ultimissima fase della corsa: «E’ un numero che pochi possono fare» ha sentenziato, sinceramente ammirato Davide Cassanui commentando su Rai3 la tappa del Tour: «Oggi abbiamo avuto la certezza che Daniel Oss ha le doti per vincere nel prossimo futuro delle grandi classiche». E via ricordando come Daniel, fisicone da granatiere, avesse iniziato a fare sport come pattinatore. Sempre in telecronaca nazionale si è detto che Oss si è poi formato in maglia Aurora e che da pro già alle classiche di primavera, quinto alla Gand Wevelgem, aveva dimostrato di che pasta fosse fatto. Ciliegina sulla torta: l’ha messa la telecronista Alessadra Destefano.
Nel commentare la prova di forza di Daniel chiosava la bionda di Rai Tre: «Forte è forte ma è anche un bel ragazzo, con un viso d’angelo...».
Daniel, ci credeva, eccome, alla vittoria e lo confermava a caldo proprio alla Destefano e poi, più dettagliamente (vedi a parte) al nostro giornale che lo ha avuto per tre settimane come inviato d’eccezione al Tour de France. Oss è un ragazzo del suo tempo, sempre connesso in Internet, rapido ad utilizzare i cinguettii di Twitter e con un esercito di amici, 4500, sull’onnipresente Facebook. E sul suo profilo ieri sera piovevano i complimenti













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