Giovani protagonisti

Andrea Morelli, vita da enologo-globetrotter tra innesti e consulenze

A soli 25 anni vanta già esperienze in tanti Paesi. A Padergnone gestisce con la famiglia un vivaio e sei ettari di vigneti 


Carlo Bridi


PADERGNONE. Nelle storie che settimana dopo settimana raccontiamo sul Trentino online ci capita raramente di trovare un giovane che all’età di 25 anni ha già maturata una esperienza così vasta dopo essersi diplomato enologo alla Fondazione Mach. Parliamo di Andrea Morelli, di Padergnone, che in poco meno di sei anni dal suo diploma ha spaziato in ogni campo ed in diversi Paesi sempre occupandosi di viticoltura ed enologia in particolare.

Morelli, fin dalla prima vendemmia dopo il diploma ha iniziato le sue consulenze cominciando dalla Sicilia e dalla Sardegna, per spaziare poi in Germania, Francia e da ultimo il Brasile. In tutti questi periodi – racconta – “ho acquisito moltissime esperienze nuove che sommate alla formazione datami dalla Fem mi hanno messo nelle condizioni di poter esprimermi con cognizione di causa in ciascuno degli aspetti legati alla vinificazione delle uve e alla conservazione del vino”.

Non ha ancora fatta la domanda di insediamento perché sta valutando le sue prospettive professionali.

Assieme al papà Adriano, 55 anni, gestisce una azienda vivaistica di consistenti dimensioni: ogni anno fra i 550 mila e i 600 mila innesti dai quali ottengono mediamente oltre 400 mila barbatelle. Assieme ad altri famigliari Andrea gestisce anche 4 ettari di vigneti tutti nella zona di Padergnone, l’80% coltivati a

Chardonnay, tutto usato come base spumante, e due ettari di Nosiola dai quali ottengono vino fermo, ma per Andrea questo non è abbastanza.

Nove mesi li passa in azienda fra Padergnone e il veronese dove la famiglia gestisce i vivai di barbatelle, ma gli altri tre mesi come detto gli dedica alle consulenze in giro per il mondo: “La lingua di lavoro è l’inglese, e questo vale anche per la gestione del personale che abbiamo in azienda”. Per ora, nell’azienda di famiglia è inserito come dipendente specializzato, ma certamente in futuro le cose cambieranno.

“Siamo soci della Padergnone vivai cooperativi cooperativa della quale mio padre è presidente e tutte le barbatelle dei 30 soci provenienti da 20 aziende dopo l’espianto vengono conferite alla cooperativa per le varie fasi di selezione, confezionamento, conservazione e vendita. I 30 soci fanno ogni anno fra i 9 e i 10

milioni di innesti, e la resa è fra il 60 e il 70% di barbatelle di tutte le varietà oggi più richieste a livello mondiale. In Veneto abbiamo anche le piante madri dalle quali otteniamo le nostre barbatelle”. E il mercato delle barbatelle? “È in forte espansione perché si sta piantando viti anche in molti paesi nuovi, e molti vivaisti hanno chiuso i battenti ed è proprio in quei paesi che in futuro vorrei assicurare la mia consulenza.

Alla domanda del perché questa scelta professionale Andrea risponde “sicuramente perché è un settore molto strategico non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Negli ultimi vent’anni si è assistito alla chiusura di molte aziende vivaistiche e quelle che sono rimaste si sono strutturate molto bene sono

molto più specializzate e sono in grado di produrre numeri di barbatelle molto consistenti. Certo è – sottolinea il giovane enologo –  che il settore vivaistico in viticoltura è in forte espansione sia in Italia che all’estero. Abbiamo anche una linea certificata di produzione di barbatelle con il metodo biologico per poi sviluppare vigneti biologici”.

Fra i progetti futuri di Andrea, c’è quello di sviluppare ulteriormente l’attività vivaistica ma vorrebbe cogliere l’opportunità data da vigneti particolarmente vocati per produzioni di alta qualità per incantinare parte delle proprie uve e trasformarle in una line di vini da vendere solamente in bottiglia. Ma per ora non esclude neanche la possibilità di svolgere consulenze nel vasto mondo viti- enologico internazionale.

Alla domanda se dopo 6 anni trascorsi ad un ritmo fortissimo ha avuto dei ripensamenti, la risposta è che “sì, qualche ripensamento c’è stato ma poi ho trovato il giusto equilibrio fra le varie attività e mi stimola il fatto di apprendere sempre cose nuove”.

E il rapporto con l’ambiente? "Grande rispetto per l’ambiente

cominciando dalla grande cura delle nostre aziende anche per assicurare un ambiente ben curato ai molti ospiti che le visitano. Alla domanda se ha mai pensato al biologico per l’azienda viticola ragionata la risposta, per noi afferma è molto difficile perché biologico vuol dire presidiare sempre l’azienda, cosa per

noi impossibile perché trascorriamo lunghi periodi nell’azienda vivaistica nel veronese".

Andrea è socio del movimento giovani di Confagricoltura, e di Assoenologi. I suoi hobby? organizzare visite territoriali in varie regioni italiane sempre in funzione di far crescere la competenza dei partecipanti, ma anche organizzare degustazioni alla ceca. E gli amici enologi cosa dicono delle tue scelte? Tanti mi ammirano, altri non capiscono il mio ritmo di lavoro. A Padergnone, piccolo paese ci sono altri 5-6 giovani impegnati in agricoltura a tempo pieno.

E il futuro del Trentino vitienologico come lo vede? “Ha ancora molte potenzialità inespresse, che vanno valorizzate territorialmente”.













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