L'INTERVISTA sergio andreolli elettromeccanica adige 

«Con i motori brushless sfidiamo Usa e Giappone» 

Viaggio nell’innovazione/14. L’esperienza dell’azienda roveretana e dei suoi prodotti  elettrici a magneti permanenti: «Innovare ci ha permesso di salvarci e crescere sul mercato»

di Danilo Fenner

Trento. “Il futuro? È il motore brushless”. Parola di Sergio Andreolli, fondatore e titolare a Rovereto di Elettromeccanica Adige. Non chiedetevi per il momento che cosa sia un motore brushless e in cosa si differenzi dai motori tradizionali. Chiudete gli occhi e immaginate.

Siamo ad Abu Dhabi, Hotel St Regis, uno dei più esclusivi al mondo. Due torri gemelle alte 140 metri. Dentro ci sono due ascensori: ma mica ascensori normali, questi possono portare fino a 7 tonnellate (sì, avete letto bene). E infatti dentro ci sta - non è uno scherzo - un bar con tanto di barista dj, delle hostess, un salottino. Tra parentesi, gli ascensori sono esterni e tutti in vetro, anche i pavimenti, tanto che hanno dovuto ricoprirli con tappeti sennò la gente prendeva paura a guardare di sotto. Va da sé che mostri del genere non possono essere mossi da motori tradizionali, Ci vogliono, appunto, i “brushless”: motori elettrici a magneti permanenti, quindi ad altissima efficienza, dove la sinergia fra la meccanica e l’elettronica è molto spinta. In Italia motori così sono prodotti a Rovereto da Elettromeccanica Adige (sì, anche i motori che fanno funzionare gli ascensori-bar del St. Regis) e da una manciata di altre aziende.

Come è venuto in mente a Sergio Andreolli di buttarsi in questo campo, dominato dallo strapotere americano e giapponese?

“Siamo partiti nell’86, qui nella zona industriale di Rovereto, come semplici riparatori di motori elettrici. E molti ci conoscono ancora così, una metà della nostra attività attuale è ancora riparazione e manutenzione”.

La svolta arriva dieci anni fa, con la crisi economica.

“Sì, verso il 2006 ci siamo resi conto che spirava un vento brutto e che occorreva qualche cambiamento. Il caso ci ha fatto incontrare l’ingegner Giampiero Ciammetti, che lavorava al Polo Meccatronica e che faceva progettazione di motori brushless. Aveva bisogno di una azienda che li producesse. Ci abbiamo provato noi: abbiamo capito subito che il futuro era lì”.

Oggi i brushless sono utilizzati soprattutto quando serve potenza, affidabilità, grande efficienza di rendimento, precisione. Per questo sono i motori più usati oggi, ad esempio, in tutti i meccanismi di automazione.

“Siamo gli unici a produrli in tutta la Regione. Ma anche in Italia siamo pochissime aziende. Così, dai quattro dipendenti che avevamo quando siamo partiti, oggi diamo lavoro a 11 persone stabili, più alcuni collaboratori e consulenti esterni, con un giro di affari in costante crescita. Lavoriamo molto con clienti italiani, ma ormai ci arrivano commesse anche dall’estero. Perché vengono proprio da noi? Perché forniamo prodotti fuori catalogo, pensati e realizzati apposta per risolvere problemi specifici. I prodotti che forniamo ai clienti sono di fatto sempre dei prototipi. Per questo, la fase di progettazione al computer è delicatissima”.

Per la parte elettronica, che in questo tipo di motori è fondamentale, Andreolli si avvale ormai da anni della collaborazione stabile di un’altra azienda trentina, la Electronic Service di Riva del Garda. Una filiera tutta locale, per servire il mondo.

Altri esempi di progetti particolari a cui avete messo mano?

“I piloncini anti-traffico a scomparsa. Ce ne sono molti nei centri storici in Europa. Salgono e scendono nel terreno a seconda se c’è bisogno di chiudere qualche strada. Normalmente sono ad olio e impiegano sei o sette secondi per emergere del tutto dal terreno, a volte anche un po’ di più. Il problema è che adesso questi piloncini vengono usati per impedire atti di terrorismo realizzati coi camion. Devono emergere più in fretta. Di qui l’uso dei nostri motori brushless”.